App a pagamento, oppure no

di - 23 luglio 2011

iPadSegnalo l’articolo di Marco Arment, con una serie di considerazioni sulla vendita delle apps, le application per cellulari come l’iPhone o tablet come l’iPad. La sua esperienza diretta è molto utile per chi vuole fare micro e-business in rete, e la segnalo perché può servire nel dibattito tra contenuti online gratuiti e a pagamento, anche considerando che l’iPad è il device d’elezione per i giornali digitali.

Per chi non lo sapesse, le apps di cui si parla sono vendute nel megastore dell’Apple, tra altre 425.000 (luglio 2011), di cui 100.000 appositamente per l’iPad. Quanto ai download, l’Apple ha dichiarato questo mese di aver superato la quota di 15 miliardi (non milioni). Erano “solo” 5 a giugno 2010.
Detto questo, ecco cosa scrive Marco Arment, un programmatore di New York, nella traduzione di Internazionale.

“Nell’autunno del 2010 ho fatto un esperimento: per tre giorni ho tolto dall’App store la versione gratuita di Instapaper, lasciando solo quella a pagamento. Nessuno se n’è accorto e le vendite sono aumentate. A marzo ho ripetuto l’operazione, stavolta per tutto il mese. Di nuovo, nessuno se n’è accorto. L’esperimento è andato così bene che sto pensando di togliere definitivamente la versione gratuita. Vi spiego perché.”
Link all’articolo.
Link a Instapaper.

Gianni Vasile & staff

 

Print Friendly

- Redazione

Sei su FirstMaster Magazine - Laboratorio professionale per i corsi online di giornalismo, editoria e comunicazione di FirstMaster (v. FirstMaster) - Sei libero di pubblicare gratuitamente questo articolo, senza modificarlo e a condizione che tu ne attribuisca la realizzazione all'autore e a FirstMaster (editore).

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.