Citizen journalism e la biodiversità informativa

di - 12 ottobre 2013
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Intervista sul giornalismo partecipativo e su come possa diventare una risorsa importante, complementare al giornalismo professionale.

Il co-editor dell’edizione italiana di Global Voices, Davide Galati, è stato intervistato da Sabrina Ancarola, per Articolo 21 sul tema del giornalismo partecipativo.

Cos’è il giornalismo partecipativo?
Nella visione mia e di Global Voices/Voci Globali l’informazione partecipativa è un motore di trasformazione sociale che consiste nella conversazione online di ciò avviene ogni giorno tra cittadini di tutto il mondo in maniera orizzontale, condivisa e glocale. Quando riescono a esprimere il meglio di sé, i social media e il citizen journalism, si fanno strumenti di democrazia e trasparenza. Questo va inteso in un’ottica non rivoluzionaria, ma nella prospettiva di un’utopia paziente, non necessariamente in opposizione al giornalismo mainstream (tranne quando questo si fa strumento di potere dall’alto e di controllo sociale), ma come forma complementare ad esso, secondo il concetto di “biodiversità informativa” introdotto in Italia da Gennaro Carotenuto.

Come può un cittadino diventare un citizen journalist?
Sono varie le modalità con cui un cittadino può farsi giornalista partecipativo: il caso base è quando la persona che si trova nei pressi di un evento (incidente, catastrofe, conflitto) possieda la prontezza e la competenza di utilizzare la Rete e farsi fonte di informazione grazie ai social media e a strumenti come telefonini, micro videocamere ecc. In una visione più alta ed ampia, che è quella in cui noi crediamo, il citizen journalist è colui che è capace di acquistare spazi di informazione alternativi a quelli tradizionali, perché esistono problemi di credibilità delle testate, di concentrazione dell’informazione, di agenda-setting delle notizie, che accendono l’interesse dei cittadini consapevoli verso i nuovi canali informativi. Sono diversi anche i modelli di giornalismo partecipativo, che possono andare da realtà puramente “dilettantistiche” a esperimenti basati sull’ibridazione, in una prospettiva che può essere alternativamente a maggior contenuto giornalistico piuttosto che di social media.

Qual è stata la reazione del giornalismo tradizionale di fronte all’avvento di quello partecipativo?
Il giornalismo tradizionale è entrato in una profondissima crisi anche per l’impatto della Rete come fonte informativa. Penso ad alcuni casi clamorosi avvenuti negli Stati Uniti, giusto per citarne uno recente, come l’acquisizione del Washington Post da parte del fondatore di Amazon Jeff Bezos, uno dei più brillanti esponenti del web 2.0.

A cura di Marianna Posta & staff FirstMaster

Leggi tutto su: Citizen journalism, la biodiversità informativa: intervista a Davide Galati.

Global Voices è una rete internazionale di cittadini che informano tramite i social media e il giornalismo partecipativo, traducendone e rilanciandone i contenuti.

 

 

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- Redazione

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3 Comments

  1. Mirko77

    19 novembre 2013 at 16:48

  2. Giggle S

    29 novembre 2013 at 13:14

    Le dieci media companies più importanti del pianeta detengono quasi la totalità del mercato delle informazioni e sono capaci di omologare ed appiattire ogni notizia.

  3. Maurizio Borghese

    29 novembre 2013 at 19:30

    Riparte Giornalisti Nell’Erba

    Giornalisti Nell’Erba (gNe) è: un progetto nazionale ed internazionale di giornalismo ambientale per bambini, ragazzi, giovani (dai 5 ai 29 anni) ideato nel 2007 da Paola Bolaffio; un premio di giornalismo ambientale per giovanissimi; il primo grande progetto partecipativo di giornalismo ambientale per ragazzi; una testata online, Giornalistinellerba.it, con una “redazione diffusa” di oltre 6.000 giovanissimi reporter ambientali, in tutta Italia e all’estero; una rete internazionale di giornalismo ambientale; un laboratorio per una nuova comunicazione ambientale accessibile, “a misura di bambino perché capiscano tutti”. I Giornalisti Nell’Erba collaborano con il portale ANSA Scienza e Tecnica Ragazzi.

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