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Fotogiornalismo con l’iPhone: Michael C. Brown

Magnum Photos, l’esclusivo club che riunisce i più grandi fotogiornalisti del mondo ha opzionato un bravo fotogiornalista, che ha mollato le reflex e da anni lavora con l’iPhone: Michael Christopher Brown, che ha già pubblicato su National Geographic,  Newsweek, Time, The Atlantic.

La notizia è un segno dei tempi e ne parla Gabriele Principato, sul Corriere: “il fotogiornalismo sta cambiando. Anche per le più prestigiose riviste del globo. Michael Christopher Brown, fotografo di 35 anni con base a New York, ne è la dimostrazione. Nel luglio 2011 è stato il primo a pubblicare un servizio realizzato col telefonino su National Geographic Magazine. Suoi reportage fatti con questo strumento, anche su temi forti come la guerra, hanno trovato spazio su Newsweek, Time, The Atlantic. (…).

fotogiornalismo, Michael Christopher BrownDa alcuni anni Michael lavora quasi esclusivamente con uno smartphone e le sue App. Più precisamente con un’iPhone «è l’unico modello che ho usato», racconta.«Il vantaggio fondamentale degli smartphone – spiega – specialmente quando si fotografano persone, è che non vengono percepiti come strumenti fotografici in senso tradizionale e quindi scatenano nella gente meno esitazione, paura, o diffidenza rispetto a quella che spesso suscita una macchina fotografica». (…)
Ma cosa serve per trasformare un iPhone in uno strumento di lavoro professionale? Adesso «uso ProCamera, perché permette di controllare manualmente la messa a fuoco e l’esposizione». Tutto qui, non serve altro, non è necessario nessun accessorio”.

Recensione e ricerca foto di M.C. Brown a cura di Salvatore Molfetta & staff FirstMaster Magazine

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Link:
– Articolo Dalla Libia alla Magnum: Brown e il fotogiornalismo con l’iPhone
– Magnum Photos,
Michael Christopher Brown

 

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2 pensieri riguardo “Fotogiornalismo con l’iPhone: Michael C. Brown

  1. Si può fare fotogiornalismo con l’Iphone? Chi mi conosce sa che appartengo a coloro che pensano che non importa con cosa e come tecnicamente si registra un’immagine, quello che importa è come la si pensa. Le idee, la visione e l’impronta che il fotografo da, nel caso del fotogiornalismo ovviamente anche l’etica e la serietà con cui si realizza un servizio, ma non la macchina che si usa per fare una fotografia.
    E’ sempre stato cosi e sempre lo sarà!! Ma adesso lo dice anche la Magnum, una delle più grandi agenzie di fotoreporter al mondo.
    http://www.jessicamorelli.it/newsite/?p=2542

  2. Michael Brown si è reso conto delle potenzialità del mezzo quando si trovava in Cina, dove ha vissuto per due anni tra il 2010 e il 2011. Viaggiando nei treni dei pendolari di Pechino, racconta, ha capito che per documentare quella moltititudine in maniera spontanea doveva avvicinarsi molto, e l’unico strumento per farlo era il telefonino.” […] Il cellulare mi permette di rendermi davvero invisibile, e di avvicinarmi alle persone come nessuna macchina fotografica […] forse cambierà presto, ma almeno per ora, la gente non si rende bene conto che la stai fotografando, o non ti prende sul serio come fotografo…” Poco dopo, fotografando il conflitto in Libia, gli si è rotta la macchina fotografica, allora ha pensato, che cavolo, continuo a lavorare con l’iPhone… Il risultato è uno dei primissimi reportage di guerra pubblicati sulla stampa internazionale realizzati interamente con un cellulare.
    http://www.mcbphotos.com/#/the-libyan-revolution/vv163

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