Fotogiornalismo, mostra di Weegee a Reggio Emilia

di - 23 aprile 2013

Reggio Emilia – «Dove c’era la mafia c’erano omicidi e dove c’erano omicidi c’era Weegee». Così Brian Jester diceva di Weegee, mitico fotografo di nera nella New York degli anni ’30-40. Lo stesso Weegee diceva: «murder is my business» (l’omicidio è il mio business).

Weegee, pseudonimo di Arthur Fellig, nasce come fotoreporter fuori dagli schemi nel 1936, quando inizia una frenetica attività frequentando il quartier generale della Polizia di Manhattan. Ciò gli permette di essere sempre presente in occasione di assassini, risse notturne, incidenti ed incendi. Le sue foto vengono pubblicate negli articoli di cronaca delle principali testate newyorkesi: Herald Tribune, Daily News, Post, World-Telegram, Journal America, Sun ed altri. 

Weegee-Occhio_indiscretoNel 1938 Weegee è il primo cittadino di New York a ricevere il permesso di installare il sistema radio della polizia sulla sua auto, sulla quale monta anche la sua attrezzatura fotografica da stampa per utilizzarla anche come camera oscura.
La sua capacità di arrivare sul luogo del crimine contemporaneamente alla polizia, quando non prima di questa, gli permette di realizzare una ricca serie di scoop fotografici. 

La vita e le opere di Weegee hanno ispirato il personaggio di Leon Bernstein (Bernzy), nel film del 1992 Occhio indiscreto, diretto da Howard Franklin ed interpretato da Joe Pesci.

Reggio Emilia, Palazzo Magnani, dal 3 maggio al 14 luglio.

 Giulio Martelli & staff

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- Redazione

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