Giornalismo, come guadagnare scrivendo articoli

di - 5 luglio 2013

E’ possibile guadagnare scrivendo articoli sul proprio sito? Se la strada della microeditoria ti tenta, la soluzione è a portata di mano. E’ facile e non richiede investimenti.

Se sei in grado di scrivere articoli con un elevato valore informativo, oggi puoi farne pagare la lettura o il download ad ogni utente del tuo sito.
Puoi fissare il prezzo liberamente, da 2 centesimi a 20 euro, per esempio.
Tutto senza complicazioni tecniche, grazie ad  un plug-in di TinyPass che si inserisce automaticamente nel sito e gestisce automaticamente i micropagamenti, ma contempla anche la possibilità di lettura gratuita e di abbonamenti dimostrativi.

 

guadagnare-giornalismo-editoriaQuanto si può guadagnare online?

Lo scopo di questo articolo è di indicare come guadagnare qualche decina di euro l’anno per ogni articolo messo online, in modo che nell’insieme rendano qualche centinaio di euro al mese e restare comodamente sotto la soglia di reddito tassabile. Quindi senza sconfinare nel professionismo, con relativa partita Iva, contabilità ecc.
Proprio in questa prospettiva l’accoppiata gratuita Tinypass e Wordpress si rivela una soluzione facile e vincente, perché senza investimenti e senza condizionamenti sul futuro.

Come funziona Tinypass

Per ogni transazione fatta attraverso la sua piattaforma di paywall, Tinypass trattiene solo una percentuale, senza una quota fissa.
La percentuale che Tinypass trattiene va da un 10% iniziale fino ad un 5% per i siti con un buon volume di traffico. E’ un’offerta eccitante, se si considera che il New York Times, per sviluppare il suo paywall, ha dichiarato di aver speso 25 milioni di dollari, anni or sono.
Oggi un sistema analogo, come Tinypass, lo si può avere senza investire un euro. Così è fatta tutta la storia dell’informatica.

Giornalismo di qualità

Per esperienza sappiamo il fatto di poter vendere singoli articoli direttamente al pubblico crea un nuovo livello di impegno da parte del giornalista. Questione di un attimo e scatta la ricerca di una specificità, di un motivo d’essere che si traduce nella domanda: «quali argomenti?».

Gli argomenti sui quali si può fare informazione retribuita sono quelli che hanno un valore d’uso per il lettore. Principalmente articoli consulenziali e di informazione tecnica (“how-to” cioè “come-fare-per”), che hanno motivi di lettura per mesi, se non per anni.
Possono essere articoli consulenziali, come quelli per il settore della finanza, dell’amministrazione, del management, del marketing ecc. Ma anche quelli che indicano soluzioni utili per necessità personali o familiari.
Quanto al settore dell’istruzione tecnica, sono inclusi sia hobby che professioni. Uno sguardo alle copertine dei mensili in edicola, dalla casa all’informatica, può dare un’idea di quanti titoli siano di tipo “how-to”.

Progetti ambiziosi e storie di successo online

Negli Usa ci sono tante storie di giornalisti che sono passati dall’hobby al professionismo più pagato, senza passare sotto i rulli compressori di un editore.
Per esempio il sito The Dish (http://dish.andrewsullivan.com/), che ha 91mila followers, nelle prime 24 ore di campagna abbonamenti con Tinypass, a inizio gennaio 2013, ha raccolto 12mila abbonamenti per un totale di 333mila dollari.  Cifra raddoppiata nei sei mesi successivi (http://dish.andrewsullivan.com/2013/07/01/the-independent-dish-six-months-in/)
In Italia siamo ancora agli inizi, ma proprio per questo è più facile conquistare gradualmente una posizione vantaggiosa.

Riepilogo

Riepiloghiamo. Ci sono due strade per chi vuole fare giornalismo con un proprio sito e qualche collega: quella generalista e quella specialistica.

I siti generalisti devono tendere a generare molto traffico per ottenere buoni ricavi dalla pubblicità, da affiliazioni commerciali e da più di 40 altre soluzioni. Il modello di riferimento è quello della free press.

I siti specialistici, invece, se forniscono informazioni di alto valore d’uso per i lettori, oggi possono utilizzare forme di abbonamento e di vendita dei singoli articoli, alla pari con le più titolate soluzioni collaudate negli Stati Uniti, e non solo.

 

 

Link di approfondimento:

– Blog e storie di (milionario) successo

– Blog, come e quanto guadagnano i migliori 30 blogger?

– Come avviare un’attività: la soluzione per giornalisti, blogger, press agent, redattori e giovani editori

– Giornalista? Blogger? Calcola il guadagno con un banner

– Giornali online? «Si può fare».

 

Marino dell’Anna & staff (Claudio Torrella)

 

 

 

 

 

 

 

Print Friendly

- Redazione

Sei su FirstMaster Magazine - Laboratorio professionale per i corsi online di giornalismo, editoria e comunicazione di FirstMaster (v. FirstMaster) - Sei libero di pubblicare gratuitamente questo articolo, senza modificarlo e a condizione che tu ne attribuisca la realizzazione all'autore e a FirstMaster (editore).

3 Comments

  1. M.T.Fidenza

    5 luglio 2013 at 07:31

    Ho visto il sito di Tinypass e ora non mi spiego perché c’è chi parla della questione dei pagamenti come di un problema aperto. Ho messo in ricerca “paywall AND micropagamenti” e ho trovato che ancora ieri, 4 luglio 2013…
    “Quando si parla di web, giornalismo, futuro dell’editoria inevitabilmente il discorso vira sui possibili modelli di business, paywall, micropagamento… «Stiamo studiando dei modelli – racconta Francesco Saverio Vetere (Segretario Generale, Unione Stampa Periodica Italiana) – magari al prossimo incontro di Google sapremo tracciarne uno»”.

  2. Admin71

    5 luglio 2013 at 10:15

    Per il mio lavoro leggo da anni gli articoli del quotidiano Italia Oggi, a volte liberamente, a volte a pagamento, per il singolo articolo che mi interessa.
    http://www.italiaoggi.it/

  3. Cynthia@Hyatt

    9 luglio 2013 at 11:08

    Read “My Scoop Media publisher” about Amy Lemley Bailey

    http://blog.al.com/businessnews/2011/03/my_scoop_media_publisher_tailo.html

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.