Giornalismo e informazione “fai da te”

di - 14 luglio 2011

Palinsesti e fonti d’informazione “fai da te”: è l’era dei consumi multimediali personali e autogestiti. Questa è la novità del 9° rapporto sulla comunicazione, che il Censis ha presentato ieri a Roma.
Altri dati: utenti Internet oltre quota 50%. Giornali in crisi: -7% di lettori in due anni. Informazione: i media stampati sono fuori dalle fonti informative del 53,3% dei giovani, che per informarsi usano i tg (69,2%) tanto quanto Google (65,7%) e Facebook (61,5%). La tv? La guarda su YouTube il 47,6% dei giovani.

Altri dati.
I quotidiani a pagamento (47,8% di utenza) perdono il 7% di lettori tra il 2009 e il 2011 (-19,2% rispetto al 2007).
La free press cresce di poco (+1,8%, salendo al 37,5%).
Stabile la lettura delle testate giornalistiche on line (+0,5%, con un’utenza del 18,2%).
I portali di informazione online contano oggi un’utenza pari al 36,6% degli italiani.
I periodici resistono, specie i settimanali (28,5% di utenza). Si tratta di media soprattutto per donne: più di una su tre legge i settimanali (il 36,4% del totale), mentre solo un uomo su cinque fa altrettanto (il 20,4%).
Tengono anche i libri, con il 56,2% di utenza, ma il dato si spacca tra il 69,5% dei soggetti più istruiti che hanno letto almeno un libro nell’ultimo anno, contro il 45,4% delle persone meno scolarizzate.
Gli e-book non decollano (1,7% di utenza).

 

Il mix delle fonti d’informazione
Nel mondo dell’informazione, la centralità dei telegiornali è ancora fuori discussione, visto che l’80,9% degli italiani li utilizza come fonte.
Tra i giovani, però, il dato scende al 69,2%, avvicinandosi molto al 65,7% raggiunto dai motori di ricerca su Internet e al 61,5% di Facebook.
A livello generale, al secondo posto si collocano i giornali radio (56,4%), poi i quotidiani (47,7%) e i periodici (46,5%).
Dopo il televideo (45%), ci sono i motori di ricerca come Google (41,4%), i siti web di informazione (29,5%), Facebook (26,8%), i quotidiani on line (21,8%).
Nel caso delle tv all news (16,3% complessivamente) risultano discriminanti l’età (il dato sale al 20,1% tra gli adulti) e il titolo di studio (il 21,7% tra i diplomati e laureati).
Le «app» per gli smartphone sono al 7,3% di utenza e Twitter al 2,5%.

Questi sono alcuni dei principali risultati del 9° Rapporto Censis/Ucsi sulla comunicazione, promosso da 3 Italia, Mediaset, Mondadori, Rai e Telecom Italia, presentato oggi a Roma presso la Sala Capitolare del Senato da Giuseppe De Rita e Giuseppe Roma, Presidente e Direttore Generale del Censis, e discusso da Andrea Melodia, Presidente dell’Ucsi, Cesare San Mauro, Presidente dell’Advisory Committee di 3 Italia, Maurizio Costa, Amministratore Delegato di Mondadori, e Paolo Garimberti, Presidente della Rai.
Link al comunicato stampa Censis, con altre informazioni.
Luciano Barbato & staff Comunicazione

 

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- Redazione

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