Giornalismo, gli scoop secondo Bloomberg

«Vuoi fare uno scoop? Preparati. Nulla rende le persone più fortunate di coloro che hanno un’adeguata preparazione».
Questo si legge in Bloomberg Way, il manuale per i giornalisti e reporter cresciuto dalle 30 pagine originarie alle 379 dell’edizione appena pubblicata. 
Un posto speciale è riservato agli scoop, che sono il sogno di ogni giornalista, ma anche il rischio più grande perché «Bloomberg è un buon nome, non dobbiamo danneggiarlo con parole o azioni», cioè con scoop che poi si rivelano fake news.

Diversamente dal giornalismo nostrano, per Bloomberg la reputazione è tutto e chiede ai giornalisti di rispettare la regolea delle “cinque F“:

  • factual: concretezza del linguaggio;
  • first: anticipazione (scoop) della notizia rispetto i concorrenti
  • fastest: velocità nel seguirne lo sviluppo
  • final: autorevolezza della fonte della notizia
  • future: effetti della notizia in uno scenario futuro.

Nei fatti, si è visto che molti giornalisti a caccia di scoop finanziari hanno fatto ricorso a pratiche illecite, di tipo spionistico (come News of the World), per conquistare notizia uniche o in antemprima.

Bloomberg_Michele_ObamaBloomberg news story

Licenziato dalla famosa Solomon Brothers, nel 1981 Michael Bloomberg fonda la Bloomberg L. P., un’agenzia di servizi di informazione finanziaria per operatori del settore, che ha saputo sfruttare le caratteristiche delle nuove tecnologie offrendo a basso costo ai clienti dati, notizie e veri scoop finanziari in tempo reale.
Nel 1990 nasce la Bloomberg News, un servizio informativo che all’economia e alla finanza offre anche articoli su politica, sport, attualità in generale.

Dopo due anni è la volta della Bloomberg Radio e della Bloomberg Television, un network tematico, in onda in sette diverse lingue in tutto il mondo, che diffonde per 24 ore al giorno notizie di argomento finanziario ed economico, caratterizzate dall’anticipazione (“scoop”) rispetto la concorrenza.
A completare il panorama dell’estensione mediatica c’è anche una casa editrice che pubblica libri e periodici specializzati, fra cui il britannico Bloomberg Money e l’italiano Bloomberg Investimenti.
Nel 2009 Bloomberg ha acquistato il periodico settimanale economico The Business Week da McGraw-Hill, al costo simbolico di un dollaro, ribattezzandolo Bloomberg Businessweek.

Bloomberg L.P. oggi è una multinazionale nel settore dei mass media con 120 filiali in tutto il mondo, sempre a caccia di notizie e scoop per mantenere il suo primato.
Nel corso degli anni Bloomberg è cresciuta creando un servizio mondiale di news, che comprende TV, agenzia stampa, radio, internet e pubblicazioni editoriali, con un fatturato di miliardi di dollari. Fornisce notizie a 350 quotidiani e periodici in tutto il mondo, inclusi The Economist, The New York Times e USA Today
(Nella foto: Michael Bloomberg con Michelle Obama)

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Michele La Forgia & staff

 

 

 

 

 

 

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