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Giornalismo: pubblicare e guadagnare con Etalia

Ecco Etalia: l’aggregatore di notizie più evoluto di Google News, che remunera i free-lance. Ogni utente può decidere se vestire i panni del giornalista, del redattore o dell’editore.

Primi passi per Etalia, l’aggregatore di news di nuova generazione progettato da due italiani, Nicola Alex Tateo e Aldo Daghetta e finanziato con un primo round 2,2 milioni di euro, in attesa di sbarcare in Usa.

Cos’ha di nuovo Etalia?

A differenza di altri aggregatori di notizie, Etalia si propone come piattaforma abilitante che consente al lettore un maggiore livello di personalizzazione di fonti e temi. Con Etalia i lettori possono «creare pagine contenenti articoli legati a una determinata query che si aggiornano automaticamente. All’interno della pagina, l’ordine può essere relativo alla data o alle fonti rilevanti o di particolare interesse per l’utente».
Ma la caratteristica più interessante è che consente di pubblicare contenuti a pagamento, solo in parte a pagamento o gratuiti. La scelta spetta solo al giornalista (o al grande editore), che può limitarsi a qualche articolo oppure a «fondare un Journal» cioè un canale di informazioni.
L’iscrizione è gratuita e consente di creare il proprio Journal digitale, pubblicando i propri articoli oppure selezionando articoli già pubblicati sul web. 

Guadagnare con Etalia

Il perno attorno al quale ruota il business model di Etalia è lasciato in mano a società editoriali e giornalisti che possono decidere se condividere i contenuti in modo gratuito oppure a pagamento.
Il giornalista che vuole pubblicare a pagamento riceve il 90% del ricavato (mentre il 10% va alla piattaforma), chi invece scegliesse di puntare sulla raccolta pubblicitaria associata ai contenuti pubblicati otterrebbe il 75%.
Infine, il ruolo di redattore (curator), ovvero colui che confeziona Journal secondo il proprio gusto attingendo a contenuti terzi, viene retribuito con il 4% degli introiti pubblicitari generati dai contenuti stessi.
Attualmente, Etalia dichiara circa 1000 fonti d’informazione, di cui circa 100 Journal creati dagli utenti stessi della piattaforma.
Elisa G.P.

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