Giornalisti, scrittori e best seller: l’elenco si allunga

di - 24 agosto 2011
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Giornalisti che diventano scrittori di best sellers e scrittori di best sellers che diventano giornalisti. E’ sempre così da quando esistono i giornali, e non si contano i best seller usciti dalle “penne” di giornalisti. L’ultima conferma è di Bill Keller, ancora per pochi giorni direttore del New York Times.
Il prossimo 6 settembre andrà in pensione e ha dichiarato che si dedicherà completamente alla scrittura. Per preparare lettori e colleghi ha scritto un articolo, per la serie “scrivere libri? così fan tutti!” Infatti, scrive, tra tutti i suoi giornalisti, solo uno non ha mai scritto un libro.

E aggiunge, divertito: «dai libri dei miei colleghi ho appreso cose interessanti. Sono venuto a sapere, ad esempio, di aver assunto un giornalista finanziario talmente indebitato da non riuscire a pagare il mutuo della casa, un esperto di mass media dedito al crack e un critico di gastronomia con precedenti nel campo dei disturbi alimentari.» […]

 

Giornalismo e libri: coppia perfetta

«Qui al New York Times il cerchio magico è perfetto: scriviamo libri, li recensiamo, li consigliamo e li pubblichiamo. Niente male, vi pare?
Assecondiamo i nostri scrittori perché vogliamo che siano felici e parte del loro prestigio finisce per tornare utile al NYT. Ma paghiamo un prezzo. Quando si mettono a scrivere, i giornalisti non fanno più il loro lavoro e vanno sostituiti. Quando tornano al lavoro si stabilisce uno strano rapporto tra i loro libri e quello che scrivono sul giornale.
E poi capita che debbano recensire i libri dei colleghi. E qui sono dolori, a meno che decidano di non recensirli.” […]

 

Perché tanta gente vuole scrivere libri?

Infine Keller si domanda per quale ragione così tanta gente vuole scrivere libri? E argomenta: «Gli scrittori scrivono per ragioni che hanno pochissimo a che vedere con il denaro e, contrariamente a quanto potreste pensare, ancor meno con il masochismo. Scrivere una storia, risolvere un mistero, argomentare una tesi dà veramente soddisfazione. Certo dà molta più soddisfazione averlo fatto che farlo. E poi aver scritto un libro è come aver vinto un trofeo, come essere entrati a far parte di un club esclusivo dove tutti si salutano amichevolmente e si danno pacche sulle spalle».

A.c. Giuseppe Notarbartolo & staff

Tratto da “Il libro è finito? Ci scrivo un libro. Giornalisti, studiosi, vip: così fan tutti”. Traduzione di Carlo Antonio Biscotto su Il Fatto, p. 14, del 24/8/11.

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- Redazione

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2 Comments

  1. Luca Toffanin

    24 agosto 2011 at 13:54

    C’è molto english humor nelle prime due parti. Molto interessante la terza, che vale anche da noi, secondo la mia esperienza.

  2. Pingback: Longform, spazio ai giornalisti scrittori - Il magazine di FirstMaster

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