I giornali e l’ossessione del primato della carta

di - 26 giugno 2014

New York Times: «le abitudini e le tradizioni costruite in oltre un secolo e mezzo di giornalismo su carta sono una potente forza conservatrice nella transizione al digitale. Non c’è niente di più forte dell’attrazione gravitazionale della prima pagina»

Raramente, se non mai, si è vista un’ analisi interna espressa in termini così franchi. Di solito, per evitare di irritare qualcuno, rapporti di questo genere vengono attentamento soppesati – e questo finisce per essere il modo migliore per preservare lo status quo. Ancor più, le testate tendono a prendere le distanze e a non avallare in prima persona le conclusioni provenienti dal “management”. Nel caso del Times, invece, il documento è stato espressamente approvato dalla direzione (Abramson e il suo secondo al comando, Dean Baquet, che ora è al vertice del giornale).

 Il New York Times è visto come uno dei pochi media tradizionali che si sono trasformati con successo in una spettacolare macchina digitale. Questo scenario dà una forte risonanza al Report perché molti organi di informazione non sono riusciti a fare neanche la metà di quello che ha fatto il NYT, se si guarda ai risultati del suo modello di abbonamenti o all’alto tasso di rendimento della pubblicità – il tutto conservando la sua grande capacità di raccogliere premi Pulitzer.
L.C.
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- Redazione

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2 Comments

  1. Morena Piras

    26 giugno 2014 at 16:28

    La carta ha un valore indiscutibile, una suggestione documentale, un profumo di concreto. Anche quando sulla carta ci sono scritte falsità, anzi, proprio perché sono su carta, vengono fuori.

    • staff

      26 giugno 2014 at 16:31

      Sì, ma tra libri e quotidiani c’è una grande differenza.

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