Il colosso dell’editoria Hearst passa al digitale

La maggior parte degli editori cartacei sta cercando disperatamente di ‘mungere’ quanto più possibile l’attuale base di lettori paganti per investire più risorse nel passaggio al digitale. C’è però chi, negli Stati Uniti, ha imboccato una strada piuttosto diversa, con risultati e implicazioni di carattere strategico, commerciale e organizzativo che devono far riflettere.

Infatti, mentre  quasi tutti gli editori stanno spingendo su offerte ‘all access’, cioè formule di abbonamento che permettono di accedere ai propri contenuti e brand su tutte le piattaforme analogiche e digitali pagando un’unica tariffa, Hearst Magazines scommette sulla crescita di nuovi clienti esclusivamente digitali e ovviamente paganti, come ha dichiarato di recente Chris Wilkes, responsabile dello sviluppo dell’audience e delle edizioni digitali dell’editore americano.
E la sua non sembra solo una dichiarazione di intenti, perché è sostenuta da un risultato molto incoraggiante: il gruppo ha infatti superato il milione di nuovi abbonati esclusivamente digitali paganti.
Il gruppo editoriale Hearst comprende: 15 quotidiani, 20 mensili per il mercato Usa e 300 edizioni internazionali.

L’articolo integrale è sul numero di settembre di  Prima Comunicazione (n. 442).

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Un pensiero riguardo “Il colosso dell’editoria Hearst passa al digitale

  1. Il risultato di Hearst si può comprendere solo considerando che all’estero i tablet sono diffusi come da noi gli smartphone, e per chi ha un tablet l’edizione digitale costa meno, te la compri stando in casa, ed è più ricca di quella stampata.

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