Il coraggio di pubblicare…

di - 3 settembre 2014
bugie

«Il coraggio nel pubblicare in centomila copie (tremano i polsi solo a pronunciare queste cifre, anche se si tratta di una bipartizione carta-digitale)»

“Bipartizione carta-digitale”? Che significa? Forse 2.000 stampate e 98.000 in digitale?
E dove si legge tutto questo? Non su un blog improvvisato, ma sul canale Cultura di un quotidiano nazionale. Dispiace.
Può essere un refuso, o un momento di smarrimento concettuale (di cui sia stata smarrita anche la correzione), ma potrebbe essere una trovata pubblicitaria, per presentare come best seller un libro come tanti altri, approfittando del fatto che molti non hanno idee chiare sul digitale.

Dispiace un po’ per lo svarione, ma dispiacerebbe di più se questa invenzione si diffondesse, come quando si leggeva sulle locandine di qualche evento culturale di second’ordine: «Sono stati invitati: il premio Nobel per la letteratura Caio, il Ministro Sempronio, l’assessore alla Cultura Tizio,  …». In realtà, l’invito era solo stato spedito, ma quanto a presenza, nessuna speranza, neanche a parlarne.

Al ricordo di questi vecchi espedienti, speriamo di non veder proliferare recensioni o pubblicità di questo tipo: «pubblicate in prima edizione centomila copie, tra carta e digitale» giocando sull’equivoco tra “vendute” e un impossibile  “pubblicate”, giacché la copia digitale è una sola. Tutto il resto o è copia venduta o non è nulla.

Loredana Ferraris

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- Redazione

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