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Il videogiornalismo rende ancora troppo poco, a meno che…

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Videoreporter coinvolti in scontri con la polizia (Bangko0k, 2011)

Con la diffusione di Internet veloce, molte testate giornalistiche hanno investito nella produzione di video, contando sul gradimento del pubblico, ma le cose sono andate diversamente.
Se ne parla in un articolo su Lsdi, che riporta alcuni dati, molto interessanti.
 

Videogiornalismo online in USA

Per esempio, al New York Magazine, meno del 10% di visitatori unici vanno ai video. Ancora peggio all’Huffington Post, dove hanno constatato che non più del 5% dei visitatori unici hanno cliccato su un video (2010).

In termini di costi-benefici, un bilancio lo traccia il Miami Herald, dove per ricavare 4.000 dollari al mese devono far scaricare 200.000 video (al mese), considerando che la pubblicità paga 20 dollari per ogni migliaio di impressions (pubblicità viste).

Va molto meglio in area professionale (o comunque quando le informazioni sono rilevanti per il visitatore), come al Wall Street Journal. Il suo sito conta circa 8 milioni di video visti al mese. Video che rendono da 30 a 40 dollari per migliaio. Complessivamente, da 240.000 a 320.000 dollari al mese (Fonte: LSDI).

 

GrandeFratello
Dopo i video musicali, sono i video del Grande Fratello i più visti online

 

Videogiornalismo online in Italia

In italia, l’offerta di video giornalistici non compensa i costi di trasmissione. Per la verità, i video italiani in genere non raggiungono livelli significativi, a meno che non siano da intrattenimento: video musicali, clip da spettacoli, funny ecc.

I numeri dei video giornalistici da noi sono ancora bassissimi, con le testate che si appoggiano a YouTube per avere visibilità senza costi. Infatti, trasmettere un breve video costa all’editore più che trasmettere l’intero giornale in Pdf, e abbassa le prestazioni generali del sito. Per questo motivo tutte le testate si appoggiano ai server e alle funzioni di YouTube.

Ma il problema maggiore non è nel costo di trasmissione, che è gestibile, quanto nel fatto che gli accessi sono in gran parte nell’ordine di poche migliaia, quindi privi di rendimento commerciale (pubblicitario).

Lo dimostra il fatto che dei 311 video su Severgnini (giornalista dei più godibili in video), solo 11 superano la quota di 5.000 visualizzazioni. Questo significa poche query e poco sharing. Mentre tutti i 7.680 video del Grande Fratello superano quota 5.000. In 720 superano quota 10.000. Senza considerare i 3 fuori range, che superano il milione di visualizzazioni.

Giorgio Russo & staff

Per i dati USA: LSDI, Giornalismo digitale: dalla ‘’convergenza’’ alle incognite di una nuova divergenza.)

 

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3 pensieri riguardo “Il videogiornalismo rende ancora troppo poco, a meno che…

  1. Contributo:
    Severgnini su YouTube:
    > 100.000 visualizzazioni = 0
    > 50.000 = 0
    > 40.000 = 1
    > 30.000 = 1
    > 20.000 = 3
    > 10.000 = 3
    > 5.000 = 3
    :-)

  2. L’articolo è molto interessante e fa riflettere. Ma se già i dati su Severgnini un po’ mi rattristavano, le visualizzazioni dei video del Grande Fratello… sono un colpo al cuore!

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