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Intervista sul futuro del giornalismo

La pubblicazione di “News(paper) revolution”, un saggio di Umberto Lisiero, che analizza la situazione del giornalismo è il punto di partenza di un’intervista all’autore,  da parte di Luigi Milani, su Graphomania.

Milani – Di recente, nel corso di una chiacchierata con Bruce Sterling, il grande scrittore mi ha detto che a suo avviso la figura del giornalista come la conosciamo oggi è destinata a scomparire, per essere rimpiazzata dal “citizen journalist”. Qual è il tuo parere?
Lisiero – È vero, ognuno di noi oggi, grazie a uno smartphone, può potenzialmente diventare un reporter. Ciò però non significa automaticamente che non ci sia più bisogno di persone – non necessariamente giornalisti – che poi possano interpretare la realtà che abbiamo immortalato, che ci consentano di comprendere appieno ciò di cui siamo stati testimoni. Sicuramente il citizen journalism ha dimostrato una spinta innovatrice nei confronti del sistema tradizionale ma, a mio modo di vedere, una mediazione di controllo, di verifica, di selezione e valutazione delle notizie non dovrebbe venir meno.

Milani – La crisi dell’editoria, dai libri ai giornali, è sotto gli occhi di tutti: quali ricette proponi per farvi fronte?
Lisiero – Non mi sento di proporre ricette, quanto piuttosto di suggerire di non aver paura di sperimentare con gli strumenti digitali, sono convinto che mai come oggi le possibilità per chi voglia raccontare e condividere qualcosa siano davvero molte. E che ci sia “sete” di contenuti interessanti.

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