Newspaper? Sempre più “news” e sempre meno “paper”

di - 18 marzo 2011

La parola newspaper nell’era di internet potrebbe trasformarsi in ossimoro: «La verità è che news e paper non riescono più a stare assieme. Le news sempre più spesso si apprendono prima sulla rete o sui cellulari che non sulla carta. E per vendere giornali non possiamo ripetere le news che la gente ha già visto altrove». Così dice Samir Husni, profondo conoscitore dei media americani e docente di giornalismo all’Università del Mississippi.
   

Intanto, anche se non producono più i guadagni di un tempo e licenziano, i quotidiani americani assicurano ancora profitti che sono in media del 18%, più del doppio rispetto ad altre aziende.

Per cercare di contrastare la crisi ogni quotidiano ha una propria ricetta.
Al Los Angeles Times, che negli ultimi 15 anni ha perso oltre 400 mila lettori, l’attuale proprietà pensa che sia necessario concentrarsi sulla cronaca locale e iperlocale. E così molti altri editori.

Strategia opposta al New York Times, che da anni investe per diventare un quotidiano nazionale, producendo ogni giorno una enorme mole di informazioni e approfondimenti, ma che al momento sembra insabbiato a netà del guado: sul mercato locale vendono molto di più i tabloid New York Post e Daily News, e sul nazionale la leadership è saldamente di Usa Today e Wall Street Journal.

Tutti, comunque, disinvestono dove possono e investono solo su internet, in siti che spesso crescono a ritmo vertiginoso, in termini sia di contatti sia di raccolta pubblicitaria. Peccato che a fronte di valori percentuali straordinari, corrispondano valori assoluti (fatturato e dollari) molto lontani, lontanissimi dal sostenere i costi di uno staff redazionale tradizionale.

Il destino dei quotidiani è già scritto da molti anni ed è raccontato in un piccolo documentario, EPIC  2015, prodotto da due gionalisti americani, Robin Sloan e Matt Thompson, collaboraori del Poynter Institute (grande scuola di giornalismo con sede a Saint-Pétersbourg, in Florida), per immaginare ciò che potrebbe essere il futuro dell’ informazione.
Martin Stella & staff

In foto: Samir Husni, fondatore e direttore del Magazine Innovation Center @ The University of Mississippi

Link Epic 2015  (8.44).
Anche:
The Future of communication.

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- Redazione

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Commento

  1. Lucio Baresi

    25 marzo 2011 at 19:28

    Grazie! Ho visto epic, ma è bruttino. Anzi, proprio brutto e noioso.

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