Self publishing: opportunità o vanità?

di - 16 gennaio 2012
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 Self publishing, autopubblicazione, vanity press, eBook, editoria digitale, ePub, print on demand e infine eReader: queste sono le parole della rivoluzione in corso tra scrittori e giornalisti.

Self publishing sì,  self publishing no

Il self publishing oggi è un’opportunità o una sciocchezza? E’ vanity press, come dicono tanti?
La pubblicazione a proprie spese non è una novità, certo, però oggi può costare pochissimo e si può fare a meno del tipografo e dell’editore.
Proprio perché costa poco non è vanity press, a differenza di chi ha pagato migliaia di euro per farsi pubblicare da un finto editore.

 

Il self publishing serve?

Le cose stanno in questo termini: se l’autore non ha pretese di pubblico, la stampa di poche copie per pochi amici è pienamente gratificante e costa quanto un invito a cena. E’ legittima e non è “vanity press”.

Altra cosa è quella di chi si aspetta l’attenzione del grande pubblico, senza aver fatto tutte quelle verifiche che un editore dovrebbe fare e spesso non fa: dall’editing all’analisi critica (mettiamo da parte quella commerciale e prendiamola come gusto del rischio). Questa quasi sempre è presunzione e vanity press, cioè soldi buttati e delusioni.

 

L’illusione del self publishing

L’idea che basti pubblicare per essere letti «almeno un po’» è del tutto infondata, sia che l’edizione sia gestita da un editore medio-piccolo, sia che si faccia self publishing con Amazon, Lulu.com o ilmiolibro.it. E questo perché per farsi largo tra i circa 60.000 nuovi titoli l’anno occorrono argomenti robusti e pubblicità.
E se è vero che allo scaffale di libreria non ci si arriva quasi mai, è anche vero che su Internet la concorrenza è infinitamente maggiore che in libreria.

Teresa Di Stefano & staff

 

Link sul self publishing e vanity press

– (Wikipedia) Vanity press.

-(il Fatto Quotidiano) Vanity press: pubblico, dunque sono.

-(la RepubblicaVanity press e vanity prize 

– (Wikipedia) Self publishing.

– (il MulinoLa via del self publishing.

 

 

 

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- Redazione

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3 Comments

  1. Giorio Russo

    16 gennaio 2012 at 20:42

    Cosa faranno gli autori nel futuro? Firmeranno il contratto per il primo libro, avranno successo, diranno grazie tante all’editore e continueranno con il self-publishing?

  2. Pingback: Three Fires

  3. Vera

    19 marzo 2012 at 08:26

    Ma se non c’è alcun filtro e tutti si autopubblicano non c’è nemmeno la soddisfazione di essere riusciti a farsi pubblicare. E’ la stessa differenza che passa tra il vincere un concorso al quale partecipano migliaia concorrenti e il partecipare ad un corso di formazione o di aggiornamento.

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