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Self-publishing, intervista a Rossi-RCS

 «L’editore che si adegua al self-publishing abdica di fatto alla propria funzione». 
Questa è l’opinione di Marcello Vena responsabile del business digitale di Rcs Libri. E continua: «è stata illuminante leggere la storia di Hugh Howie che per auto-pubblicare quello che poi è diventato un caso internazionale, ‘Wool, ha ingaggiato professionisti che avevano competenze editoriali che lui, come scrittore, non aveva. Quindi un editor, quindi un graphic designer, quindi un esperto di comunicazione e non ultima un’agente che lo rappresentasse. Ha preso i pezzi dell’editoria che riteneva importanti e si è costruito un editore Ikea».
Resta il fatto, dice, «le strutture pesanti dell’industria – anche quella editoriale – così come l’abbiamo conosciuta sono destinate a cambiare radicalmente. 

L.G. & staff FM

Leggi tutta l’intervista su Affari Italiani: Rossi (Rizzoli): “In 10 anni nell’editoria è cambiato tutto. I fenomeni? Ormai durano pochissimo”.

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2 pensieri riguardo “Self-publishing, intervista a Rossi-RCS

  1. Rossi dice che «l’editore che si adegua al self-publishing abdica di fatto alla propria funzione», ma non è sempre stato “self publishing” quello degli editori che pubblicano a pagamento o con copie assicurate? Erano e sono, praticamente, tipografie senza macchine da stampa (comodo!).
    Rizzoli è una casa editrice che investe sui libri, ma le altre 3.900 su 4.000 cosa investono?

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