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Un giornalismo da “Iene”: come ti reinvento la professione

Chi non ricorda qualche clamorosa inchiesta delle Iene? Quei reporter Mediaset, fuori dalla pax informativa, capaci di smascherare poveracci e milionari, gente di strada e gente di Governo?

Se ne parla ancora una volta, perché hanno vinto la sfida del martedì televisivo e consolidato il vantaggio su Ballarò.
Tra i giornalisti de Le Iene si nota l’audace Nadia Toffa (in foto, sotto), che secondo Fulvio Abbate (ieri su FQ), rappresenta “la cartina di tornasole del mutamento subito dalla professione giornalistica o, se preferite, del lavoro d’inviato, d’inviata. Lontano dalla prosopopea o dalla convinzione della trincea “civile” d’altre sue coetanee non meno convintamente impegnate sul medesimo fronte, Nadia Toffa suggerisce la post-spettacolarizzazione dell’impegno del cronista” . È cronaca, la sua? Non in senso stretto, il limite tra informazione e show è sempre più risicato. Riesci ad assimilarla alle inviate di una volta che, sebbene in giro per il mondo, odoravano comunque di desk, di scrivania, di redazione? Certo, che no. Alla fine, dopo averla vista e rivista, ti sorge il serio dubbio che attraverso Nadia Toffa il post-giornalismo abbia finalmente trovato la sua realtà, la sua faccia, la sua cifra”.

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Le Iene? Giornalisti bravi ma scomodi

L’ideatore de Le Iene (dal 1997), Davide Parenti, ha dichiarato a Liberoquotidiano: “siamo in 50 che ci facciamo il mazzo. Non abbiamo mai sbagliato un colpo, ma ci sentiamo come capocannonieri in panchina». Il suo programma, gioiello indiscusso della programmazione Mediaset, sta giocando una stagione eccezionale. La media è di 3 milioni, con il 14% di share. Il record è stato del 15.5% e, nell’ultimo appuntamento, con il 14,68% e 3.077.000, ha battuto Ballarò. Eppure le Iene hanno una richiesta non esaudita: passare da Italia 1 a Canale 5. «Ci stanno tenendo come una pianta bonsai. Siamo sempre i primi a saltare: se c’è Morandi su Canale 5, noi dobbiamo stare fermi e la cosa ci danneggia. Ci trattano come un prodotto in serie B ma noi facciamo un prodotto eccezionale».
«Ci aspettiamo sempre di andare bene perché siamo i più bravi (ride, ndr). L’anno scorso i dati erano analoghi. Oggi fanno più scalpore perché la giornata è la più faticosa, il martedì, con Ballarò e la Champions. Il tutto in una rete, Italia 1, che ha perso tanto e si sta spegnendo. L’altra finestra di promozione per noi è Facebook, in cui siamo i terzi più seguiti. Altri canali non ce ne sono».

A c. di Piero Gross & staff FirstMaster Magazine

Premi
– Telegatto come Miglior trasmissione di satira TV (1999)
– Premio “Loius Braille” e Premio “Amico del consumatore” (2006)
– Premio Regia Televisiva categoria Top Ten (2006, 2007, 2008, 2009, 2011, 2012, 2013).

Link 
– Le Iene, analisi tecnica su Giornalismo Investigativo;
– Il brutto e il bello delle Iene. (Huffington Post);
– Le Iene , Wikipedia;
– Le Iene, fan page;
– Nadia Toffa, Wikipedia;
Nadia Toffa, Facebook (418.000 mi piace);
– Fulvio Abbate, Wikipedia;
Davide Parenti, Wikipedia.

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2 pensieri riguardo “Un giornalismo da “Iene”: come ti reinvento la professione

  1. La cosa incredibile è che proprio Mediaset lasci fare le Iene e quelli di Striscia, più di quanto la Rai faccia come servizio puBblico.

  2. Faranno anche giornalismo-show, come dice Abbate, però sul posto, al momento delle riprese, hanno coraggio e faccia tosta. Non è cosa per tutti, bisogna proprio essere Iene :-)

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