Una ricerca sul citizen journalism

di - 20 febbraio 2014
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Un originale studio comparativo sul citizen journalism è stato realizzato da Henrik Örnebring, docente all’Università di Oxford.

Lo studio è basato su una serie di interviste in profondità con giornalisti professionisti, il cui scopo era quello di andare ad analizzare le loro risposte alla domanda “cosa vi differenzia dai citizen journalist?

Nel corso della ricerca sono stati intervistati giornalisti in sei diversi paesi: Germania, Estonia, Italia, Polonia, Svezia e Regno Unito e del campione complessivo hanno fatto parte 63 giornalisti a diversi livelli della loro carriera e occupati presso piattaforme diverse: digitali, carta e broadcast.

A.C.
Leggi tutto su Il citizen journalism, secondo i giornalisti su Osservatorio europeo di giornalismo (EJO).

 

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- Redazione

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3 Comments

  1. Barbara Stefanini

    28 febbraio 2014 at 12:03

    “Il citizen journalism crea nuovi posti di lavoro nel giornalismo professionale”, in
    http://www.lsdi.it/2013/il-citizen-journalism-crea-nuovi-posti-di-lavoro-nel-giornalismo-professionale/

  2. Mari8

    28 febbraio 2014 at 18:17

    Ho trovato interessanti questi 2 passaggi.

    I professionisti in Italia, Polonia ed Estonia hanno espresso complessivamente opinioni negative nei confronti dei non-professionisti, mentre pochi colleghi tedeschi, svedesi e del Regno Unito hanno invece offerto nei confronti dei citizen journalist giudizi positivi “in assoluto”.

    L’abilità di filtrare informazioni alla luce del cosiddetto “giudizio editoriale” è stato citato dagli intervistati come una nozione specifica del professionismo. In altre parole, ci si riferisce qui alla capacità di decidere a nome della propria audience cosa sia da considerarsi “informazione di valore” e cosa, invece, no. La riposta data da un giornalista britannico, da questo punto di vista, è emblematica: “il blogging e i citizen journalist sono tutte cose positive ma senza la robustezza di un approccio editoriale e di una selezione editoriale accurata, temo che non possa funzionare”.
    L’autorità dei professionisti dei media proviene dalla collaborazione con i colleghi e il coinvolgimento nel lavoro editoriale.

  3. Nicoletta Longo

    28 febbraio 2014 at 22:09

    Roberto Venturini: “il giornalista, quello iscritto all’Ordine (sono uno di quelli, lo confesso), è visto malissimo dalla “ggente”, secondo una ricerca (http://www.odg.mi.it/sites/default/files/AstraRicerche%20Etica-6-10-2011.pdf) condotta da Astra Ricerche per l’Ordine dei Giornalisti della Lombardia. Il 68% degli intervistati considera i giornalisti degli incompetenti, il 40% che siano dei mercenari. Un 60% crede che le notizie siano inesatte, il 59% che si esageri. Più della metà ritiene dietro alle notizie ci siano interessi di parte. D’altra parte per il 38% è irrinunciabile il ruolo sociale del giornalismo e per il 16% ne è alta l’importanza. Anche se un 27% ritiene che questo ruolo sociale abbia un importanza nulla o scarsa”.

    Da “Il cittadino reporter bussa alla porta” di Roberto Venturini
    http://www.apogeonline.com/webzine/2008/10/03/01/200810030101

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