Web journalism e giornali digitali

di - 21 gennaio 2011

«Attraverso internet possiamo fare meglio il nostro lavoro e creare “relazione” con il pubblico»

«Quello che ho scoperto è che attraverso internet possiamo fare meglio il nostro lavoro, gli articoli hanno della profondità, possiamo spiegare i problemi deontologici, inserire della documentazione e quindi creare “relazione” con il pubblico. Oggi manca questo nei media tradizionali». Così si è espresso Edwy Plenel, ex direttore di Le Monde, fondatore e direttore di Mediapart al suo intervistatore,  Francesco Piccinini.
Non solo, con il web journalism  «sopprimiamo tre costi “pesanti”: la carta (anche da un punto di vista ecologico), la stampa (che resta un’industria pesante) e la distribuzione (che è sempre difficile da controllare, con gli invenduti, etc…). Un’invenzione che sopprime questi tre costi (che sono i tre costi principali quando comprate un giornale) ha per forza un futuro davanti a sé».

Un suo bilancio a tre anni dal lancio di Mediapart?
Mediapart si è affermata come una realtà indipendente all’interno del panorama della stampa francese che vive una crisi democratica, non avendo nessuna dipendenza economica o politica. Abbiamo saputo affermare la nostra originalità mostrando come su internet si possa fare un giornalismo di qualità, che si basa su fonti certe, delle inchieste lunge, un giornalismo d’investigazione che abbia la possibilità d’inserisi nell’agenda setting e far smuovere il potere.
Avere degli archivi, andare contro la vulgata che rilega internet ad un luogo dell’immediatezza e della superficialità. Ciò ci ha portato all’estate 2010 in cui Mediapart ha fatto l’agenda della nazione con l’inchiesta sull’affaire Bettencourt, facendo discutere il Paese per mesi. Ma per noi questa non era che la continuazione di altre inchieste, come l’affaire Karachi, o di altre inchieste economiche o politiche.
Ad oggi, dopo 3 anni, Mediapart è giunto al pareggio grazie a 46 mila abbonati paganti, e va verso un bilancio in attivo per l’anno prossimo. Con il nostro milione e mezzo di lettori, abbiamo dimostrato, in questo laboratorio che è Mediapart, che è possibile fare del giornalismo economicamente sostenibile, grazie all’atto di adesione dei lettori. Non utilizzo la parola pagamento ma adesione e valore, rispetto al pubblico. Mediapart è quest’idea che attraverso internet bisogna difendere la missione classica del giornalismo che è quella di difendere l’indipendenza e il pubblico. Dopo tre anni possiamo affermare che siamo giunti all’equilibrio economico e possiamo pensare di arrivare, tra un anno, a sessanta-sessantacinque mila abbonamenti. Mediapart dimostra che ci può essere un futuro per il giornalismo malgrado la crisi del giornalismo».
Edwy Plenel, ex direttore di Le Monde, fondatore e direttore di Mediapart, intervistato da Francesco Piccinini per Costruendo l’Indro.
By Tippi
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- Redazione

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3 Comments

  1. A.Partito

    23 gennaio 2011 at 08:31

    wow!!

  2. Angela Silvestri

    6 febbraio 2011 at 12:20

    Da quanto leggo mi pare che non ci sia dipendenza economica dalla pubblicità… o sbaglio?

  3. Pingback: Dal giornalismo al web journalism « FirstMaster / eLearning e formazione

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