Giornali come talk show: chi lo dice?

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«Arriva l’autunno, cadono le foglie e tornano i talk show. Riecco le solite macchiette ripetere per l’ennesimo anno le solite cose:

  1. Lei è schierato.
  2. Se non mi fa parlare, mi alzo e me ne vado.
  3. Lei è fazioso.
  4. Noi abbiamo avuto i voti.
  5. La pesante eredità del passato.
  6. L’opposizione distruttiva.
  7. Ci ha rovinato l’euro.
  8. Ce lo chiede l’Europa.
  9. La crisi è globale.
  10. Basta fughe di notizie.
  11. Non siamo casta.
  12. La buona politica.
  13. Sediamoci tutti intorno a un tavolo.
  14. Le riforme condivise.
  15. Il passo indietro.
  16. I poteri forti.
  17. Il circuito mediatico-giudiziario.
  18. Un bell’applauso.

[…]  Ecco: il format del talk show serve a dare alle bugie la stessa dignità delle verità e a spacciare le une e le altre come effetti di una fantomatica guerra civile tra berlusconismo e antiberlusconismo. E i giornali “indipendenti”, anziché smontare il giochino, copiano il format con interviste e commenti contrapposti. Per loro l’indipendenza è non scegliere mai fra bugia e verità. Sono indipendenti dai fatti.»

 

Chi lo scrive?
Provate a indovinare:

  • Antonio Padellaro
  • Beppe Severgnini
  • Enrico Mentana
  • Eugenio Scalfari
  • Luca Telese
  • Lucia Annunziata
  • Marco Travaglio
  • Milena Gabanelli
  • Oliviero Beha
  • Vittorio Feltri

Le risposte saranno pubblicate alle ore 12.10.

Regolamento :-)
1) non cercate sul web la risposta,
2) potete rispondere fino alle ore 12 di oggi, 17 settembre*.

Valentino Toffanin & staff 

 

* “entro e non oltre” le ore 12. Poi non c’è più nessuno a pubblicarvi.

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