Brand journalism o content marketing?

1171

I brand si fanno editori. E’ questo il nuovo fenomeno giornalistico-editoriale che partendo dagli Stati Uniti  ha già toccato l’Europa.

Date un’occhiata a certi nuovi siti aziendali e sponsorizzati da grandi brand, e vi renderete conto che non stiamo parlando del tipico e classico sito noioso pieno notizie aziendali. Invece, poco è detto a proposito del marchio e l’attività redazionale appare abbastanza indipendente. Meglio: svincolata.
Questi siti stanno diventando portali di nicchia di grande rilevanza e stanno cominciando a contendere lettori alle testate, anche perché producono contenuti in proprio, con giornalisti e redazioni.

Per esempio, il sito del Credit Suisse ha notizie finanziarie di prima mano e decine di analisti, economisti e collaboratori esterni. Basta che decida, come ha deciso, e crea dall’oggi al domani una consistente redazione giornalisti per valorizzare le informazioni di cui dispone. Altro non serve, con sgomento di chi si sentiva difeso da grandi tipografie industriali e controllo delle edicole.

Così il sito della Coca-Cola, Coca-Cola Journey, che da novembre scorso ha 44 persone tra redattori e collaboratori fissi. Ashley Brown, direttore della comunicazione digitale e dei social media della Coca-Cola ha scritto: «vogliamo che Coca Cola Journey sia un posto dove la gente possa stimolare la sua curiosità sul mondo, intraprendere discussioni costruttive e apprendere qualcosa di più sulla compagnia più nota al mondo». Infatti gli argomenti spaziano dall’economia allo sport, dall’alimentazione alla storia.
I casi che riporto rientrano nella logica tutta Internet della disintermediazione e confermano l’articolo sul content marketing, in questo sito.

Obbligatoria la domanda finale: è un’evoluzione positiva o negativa? 
Difficile tentare una risposta, senza guardare almeno questi siti:

Abbiamo anche sottoposto a nostra analisi diretta proprio questi sei siti,
ottenendo i risultati che seguono (attenzione ai valori di backlinks).

SitoVal. x anno

www.coca-colacompany.com

Daily Visitors:  6.3802.328.700
Daily Pageviews:  13.3984.890.270
Backward Links:  29.011
Unique Domains Backward Links:  1.818
Pagerank:  7/10
www.openforum.com
Daily Visitors:  14.6305.339.950
Daily Pageviews:  22.3838.169.795
Backward Links:  268.662
Unique Domains Backward Links:  13.834
Pagerank:  6/10
www.intelfreepress.com
Daily Visitors:  1.782650.430
Daily Pageviews:  1.995728.175
Backward Links:  54.446
Unique Domains Backward Links:249
Pagerank:5/10
www.thefinancialist.com
Daily Visitors:6.4352.348.775
Daily Pageviews:8.3653.053.225
Backward Links:7 374
Unique Domains Backward Links:198
Pagerank:5/10
www.businesswithoutborders.com
Daily Visitors:5.7912.113.715
Daily Pageviews:7.3542.684.210
Backward Links:2.904
Unique Domains Backward Links:183
Pagerank:5/10
www.cmo.com
Daily Visitors:4.6201.686.300
Daily Pageviews:9.2403.372.600
Backward Links:25.404
Unique Domains Backward Links:2.810
Pagerank:7/10

 Nicola Bagatto, Michele Bagatto, staff (Liliana Malenza)

Approfondimenti:
– Is Branded Journalism Still Journalism?
– Brand Journalism: Ethics, Opportunities & Outcomes.

 

 

 

 

Articolo precedenteIl bestseller da 20 pagine e 5 milioni di copie
Articolo successivoLa Cassazione tutela il giornalismo d’inchiesta

4 Commenti

  1. E’ nato Brand Journalism.it per far conoscere le esperienze italiane e d’oltreoceano, per raccontare storie e condividere tutto quanto possa interessare questa nuova forma di comunicazione. Un ruolo delicato quello del brand journalist che può spesso essere confuso con l’addetto stampa tradizionale e coinvolge le dinamiche mai del tutto separate nel nostro Paese, tra informazione e comunicazione.
    http://www.brandjournalism.it/