«Il giornalismo? Mai stato meglio»

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«I giornali saranno pure in crisi, ma il giornalismo non è mai stato meglio”. L’afferma il direttore di Internazionale Giovanni De Mauro, al via della festa del suo settimanale, a Ferrara.

Si apre domani la festa del settimanale Internazionale. Venerdì, sabato e domenica ci saranno grandi giornalisti, tra cui David Rieff del New York Times, Josef Joffe del Die Zeit Ed Vulliamy del Guardian, e tanti politici italiani.
Ci sarà anche Renzi, intervistato da tre giornalisti stranieri: «un tedesco attento alle tematiche sociali, una spagnola perché proviene da un Paese che sta nel lato debole dell’Europa come noi, e un italiano del Financial Times, perché chi lavora in un giornale britannico sa fare interviste diverse, senza politichese», spiega l’organizzatrice Chiara Nielsen. L’occasione potrebbe essere interessante.

Il business model di “Internazionale”

Internazionale è una testata atipica. Ha scommesso e vinto sull’idea di parlare di ciò che sui giornali italiani si trova di rado, senza sudore, lacrime e sangue, ma con un’attenta rassegna stampa dei giornali esteri, quelli che gli italiani non leggono.
Un’idea semplice, per avere visioni diverse (sul modello del francese Courrier International), e per capire che «i giornali saranno pure in crisi, ma il giornalismo non è mai stato meglio», come dice De Mauro.
Da luglio di quest’anno, Internazionale è in vendita anche in tutte le edicole di Londra. In Italia, vende 33.000 copie in abbonamento, e 90.000 in edicola. Ha una newsletter quotidiana, il proprio sito web ed è disponibile in versione digitale come Pdf e come applicazione per Android e iOS. Nella scia della testata, Internazionale è attiva anche come casa editrice, e pubblica libri che spaziano tra reportage, saggi, narrativa, testimonianze, immagini e fumetti.

Cecilia Bottari & staff FirstMaster

2 Commenti

  1. Vedete anche “La scomessa francese di Altermondes” che da associazione, è diventata una vera impresa di stampa: una cooperativa di quasi 200 soci fra cui 42 organizzazioni della società civile (si va da Oxfam France a Attac, dal Réseau Action Climat alla Fédération Internationale des Ligues des Droits de l’Homme FIDH, passando per un sindacato come la CFDT e ONE France, filiale francese dell’ONG di Bono degli U2…)

  2. Scrive Beppe Severgnini: … “Vuol dire che i giovani italiani hanno smesso di scegliere il giornalismo? Manco per sogno. Ci credono, e fanno bene. Se il momento economico è pessimo, il momento professionale è ottimo. Internet è un moltiplicatore di talenti e possibilità. Se sai fare qualcosa, puoi farlo e farlo sapere. Il problema è un altro. Con le regole attuali, i ragazzi non riescono a diventare professionisti. Che si fa? Semplice. Si cambiano le regole”.
    http://italians.corriere.it/2014/10/16/28839/