Giornali stampati: il problema è la pubblicità

56
giornalismo-Usa-Firstmaster

La concorrenza ai giornali stampati non la fa l’informazione online, ma la pubblicità online.

Il Chicago Magazine propone un’interessante analisi tesa a sfatare un mito duro a morire, ovvero che la crisi delle testate stampate (in Usa), vada addossata interamente all’avvento di internet e del “tutto gratis” online.

In realtà, prove alla mano, la caduta di lettori e abbonamenti a livello nazionale è proseguita costante da almeno un paio di generazioni. E semmai la colpa di internet è solo quella di aver portato via gli inserzionisti più tradizionali.

È invece vero che gli introiti pubblicitari dei quotidiani hanno iniziato a diminuire davvero a partire dal 2000, in contemporanea con l’ampia popolarità acquisita dal web, per poi scendere in picchiata fino agli ultimi anni. Tendenza comunque prevista e prevedibile, come per l’arrivo di ogni nuova tecnologia, con la scomparsa del margine di guadagno intorno al 20-40 per cento garantito dalle comuni inserzioni.
A c. di Marta Di Cristoforo & FM. Tratto da “Forse forse… non è internet a uccidere i giornali (in USA)“, di Bernardo Parrella, su Lsdi.it. 

1 commento

  1. #Tv e pubblicità.”A essere prudenti, Google prende un miliardo di euro in Italia e scappa altrove, paga (parolona) una quota di tasse ridicole. Google elude il fisco, non garantisce una competizione sana, ma va detto che fa una raccolta pubblicitaria inedita, mirata, include gli inserzionisti grossi e i piccini, si è inventato un modello, come le televendite del Biscione negli anni 80. Le tv italiane non inventano più nulla. Tranne le lagne.” Carlo Tecce