Facebook sta cambiando il giornalismo

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Prima i motori di ricerca, poi i social network stanno cambiando il giornalismo: sempre più gli articoli dei giornali vengono letti singolarmente, in modo del tutto separato dalla testata di appartenenza e diffusi online. Così la singola notizia è più “potente” della testata che la pubblica.

Questa è la sintesi di una serie di considerazioni, che vanno dalle esperienze statunitensi a quelle italiane, raccolte al Glocal, il festival del giornalismo online (Varese, 13-16 novembre).

Per gli Usa, è significativa l’esperienza di BuzzFeed, sito da 85 milioni di utenti, che vanta su Facebook una condivisione maggiore anche dello stesso New York Times.
Come ha riferito il direttore di BuzzFeed, Ben Smith, gli articoli sono scritti proprio con lo scopo della condivisione social, senza tenere conto di canali tematici, scalette e notizie obbligate, che sono l’impalcatura di ogni testata d’informazione tradizionale.

Sulla stessa linea anche Marco Bardazzi de La Stampa e Diana Letizia de Il secolo XIX: «oggi dobbiamo prendere atto che gran parte del nostro traffico è online, che sempre di più arriva da mobile e che sono ancora pochi i lettori, soprattutto per realtà di informazione locale, che visitano l’home page ogni mattina».

Cory Haik, il senior editor dell’edizione digitale del Washington Post, ha spiegato che «Facebook diventa di fatto un editore, un curatore di contenuti anche giornalistici», perché «così come accaduto con la musica, che dagli album è passata a vendere le singole tracce in formato digitale, oggi gli articoli dei giornali vengono “consumati” singolarmente, e in modo spesso del tutto separato dalla testata di appartenenza. E così la home di un sito di news diventa sempre meno il luogo di accesso alle notizie da parte dei lettori».
Gianna Garofalo e staff FirstMaster Magazine