Umberto Eco e “Numero zero”: bestseller sul cattivo giornalismo

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Da oggi sono in libreria 250.000 copie di “Numero zero, il romanzo di Umberto Eco che «svela alla perfezione i meccanismi del cattivo giornalismo».

Numero Zero è un racconto ambientato a Milano nel 1992, l’anno di Tangentopoli. Nella confusione politica del periodo, con il disfacimento dei maggiori partiti di governo, racconta l’intraprendenza del commendator Vimercate, che per ricattare i potenti e colpire i nemici, mette in piedi un giornale fittizio che pubblica solo numeri zero, cioè bozze di giornali che non arriveranno mai in edicola, ma utili per minacciare i potenti e i corrotti.
Ogni “numero zero” è una potente macchina di ricatto, dove mezze verità e bugie verosimili si intrecciano. 

«Questo libro svela alla perfezione i meccanismi della cosiddetta ‘macchina del fango’, del cattivo giornalismo. Bisognerebbe leggerlo anche nelle scuole» dice Elisabetta Sgarbi, della Bompiani (l’editore di Numero Zero). E aggiunge: «dopo il grande successo de Il cimitero di Praga, con oltre 600 mila copie vendute solo in Italia e tradotto in 50 lingue, Numero zero è il romanzo di Umberto Eco più vicino al tempo che viviamo».
Il romanzo è stato presentato all’ultima fiera del libro di Francoforte col titolo inglese That’s the Press, Baby (È la stampa, bellezza), come le ultime parole dette da Humphrey Bogart nel film L’ultima minaccia

Un altro bestseller annunciato da Bompiani è il libro di Michel Houellebecq, Sottomissione,  in uscita il 15 gennaio, ma diventato famoso in Francia per lo scenario che prospetta e sulla scia dei fatti di Parigi (la strage nella redazione di Charlie Hebdo). Il precedente bestseller di Houellebecq, oggi a quota 200.000 copie in Italia, è il suo secondo romanzo, Le particelle elementari, tradotto in 25 Paesi.
A c. di Nunzia Carolis & FMM

 

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