Come aprire una Casa Editrice

5786
come-aprire-una-casa-editrice-come diventare-editore

«Come aprire una casa editrice» è la domanda più ricorrente tra i corsisti FirstMaster, per il desiderio di gestire da soli la propria vita e per vivere di libri, con la possibilità di fare improvvisamente il colpo grosso, come la Sellerio con Montalbano o la Bloomsbury con Harry Potter.

 

Aprire una casa editrice, tra avventura e calcolo

Gli eventi straordinari, avventurosi che costellano di best seller la storia dell’editoria libraria non cambiano la sostanza del quotidiano: l’equilibrio tra le tre componenti di tutte le imprese del mondo, grandi e piccole, da sempre: produzione, commercializzazione e finanza, che sono come le tre gambe di uno sgabello: rotta una, rotto tutto.
Ecco in sintesi di cosa si tratta:

  1. Produzione: occorre produrre al meglio per diventare un brand che non sia rifiutato dalle librerie online e ignorato dagli autori.
  2. Commercializzazione: predisporre strategie e tattiche di book marketing.
  3. Amministrazione e finanza: calcolare le condizioni per il pareggio di bilancio e le condizioni per incrementare il catalogo e pagare direttori di collana.

Iniziare da questa basi e prepararsi all’impresa, invece di cercare una bella sede ed aprire subito partita Iva evita di finire delusi, amareggiati e indebitati.

L’idea più pericolosa di cui liberarsi è che aprire una casa editrice significa sostanzialmente commerciare libri: scegliere titoli e metterli in vendita. Questo è il lavoro del librario, non dell’editore. L’editore è un imprenditore che deve gestire meccanismi piuttosto complessi e per questo deve avere una cultura manageriale.

L’altra idea pericolosa è quella di assumere personale qualificato e pagare liberi professionisti per compensare la propria inesperienza sulle fasi produttive (grafica e impaginazione) e commerciali (marketing operativo). Dov’è l’errore? L’errore è che chi non sa fare non sa neanche valutare, non ha la padronanza dei risultati e della congruità dei costi, con la conseguenza che il pareggio dei costi non si ottiene con le prime 200-300 copie, ma su una quantità nettamente superiore, quindi l’investimento sul titolo successivo deve attendere il pareggio precedente. In pratica si rinvia la pubblicazione, se l’autore accetta.

La soluzione? Attraversare tutte le fasi della catena editoriale, per capire cosa si può fare e cosa è impossibile o difficile fare (motivo di mille liti), per capire cosa è economico e cosa è prestigioso, cosa è di qualità e cosa non lo è, cosa compri e cosa vendi.
Per finire, un consiglio di parte: frequentare il Master di Editoria  di FirstMaster
Antonio Nardini e staff FirstMaster