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Bild record: 300 mila abbonati online

Il successo di Bild online è stato salutato con favore anche dai concorrenti: fa ben sperare per tutta la stampa.

Bild vende due milioni e mezzo di copie, due milioni in meno rispetto al record di qualche anno fa, ma è sempre il quotidiano più venduto d’Europa. 
Il successo del giornale online, che oggi festeggia 300.000 abbonati, era necessario per far fronte alla continua perdita di lettori dell’edizione stampata. Oggi il 37% dei ricavi della Springer, 3,3 miliardi di euro, proviene da internet, ma si rischiava di uccidere la Bild in carta.

La formula vincente di Bild

La soluzione? Una formula che armonizzasse le due edizioni:
a) chi compra il quotidiano in edicola trova sulla sua copia una password che gli permette di leggere l’edizione online per 24 ore; 
b) chi vuole abbonarsi alle due edizioni, non riceve il giornale a casa, ma ha un blocchetto con trenta tagliandi per ritirare la sua copia nel punto vendita che gli fa più comodo, così l’editore risparmia, niente postini e il servizio è più comodo per i lettori;
c) chi invece non è abbonato, in rete trova la Bild ma non tutte le notizie sono leggibili, di alcune si dà soltanto il riassunto in poche righe, ed è necessario pagare almeno i 99 cent per proseguire, un po’ come su Milano Finanza e Italia Oggi.

Bild è un quotidiano relativamente recente. E’ stato fondato nel 1952 da Axel Springer, partendo dal modello giornalistico dei tabloid inglesi. Oltre all’informazione vera e propria, il giornale punta molto sull’aspetto scandalistico delle notizie, sul gossip e la cronaca rosa, più qualche topless. E’ un quotidiano molto da guardare, con le fotografie che contendono lo spazio al testo. I titoli sono “gridati” più di quelli di Repubblica, ma (diversamente da Repubblica), non hanno la pretesa di essere presi sul serio. Le notizie sono brevi e concise, ma soprattutto semplici e sempre tra il serio e il faceto. 
Altro aspetto che caratterizza il mix editoriale di Bild è il fatto di essere sempre pungente e di formulare giudizi al vetriolo sugli aspetti negativi della vita tedesca e, più in generale, europea.
Gianni Fitti & staff FirstMaster

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