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Finanziamenti per le imprese editoriali, come fossero in Borsa

L’occasione è ghiotta per chi vuole avviare un’impresa editoriale o per chi vuole fare un salto di qualità. Infatti, con il decreto legge appena approvato dal Governo, tra poche settimane tutte le piccole imprese editoriali potranno ottenere finanziamenti da nuovi investitori (privati e società), e anche retribuire con quote di partecipazione dipendenti, collaboratori e prestatori di servizi e d’opera, come scrittori e giornalisti.

Si tratta di un passo culturale enorme, che offre anche alle piccole imprese strumenti simili alle forme di finanziamento delle società quotate in Borsa.
In pratica, con l’approvazione Decreto Legge detto “manovrina”, tra le varie disposizione c’è l’apertura dell’equity crowdfunding a tutte le Pmi, non solo a quelle classificate come innovative, cioè l’accesso (regolamentato) a forme alternative al finanziamento bancario (a debito), attraverso le piattaforme online di intermediazione finanziaria.
Lo stesso decreto, stabilisce che gli investitori godano di vantaggi fiscali nel rischiare su una piccola impresa:
– detrazione dalle imposte del 30% dell’investimento;
– esenzione fiscale per il “work for equity” (solo per le startup)
– accesso ai fondi di garanzia.

Nel complesso, quest’anno le imprese editoriali di ogni tipo hanno la possibilità di avviare ottime operazioni di rilancio e sviluppo, se sono in grado di proporre buone idee, supportate da buoni business plan.
P.L. & FirstMaster

Riferimenti: 
Equity crowdfunding: primi tre mesi del 2017 da record.
L’Equity Crowdfunding è esteso anche alle srl.

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