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Giornalismo: come difenderti dalle notizie truccate

Per interesse o per sensazionalismo, ricevi ogni giorno notizie truccate dai telegiornali, dai quotidiani e dal web, anche se non te ne accorgi. Come puoi riconoscerle? Con 6 metodi, piuttosto semplici. 

Quando la notizia è falsa, ma verosimile

Molti ricorderanno la polemica che ha agitato le redazioni di tv e giornali, per la notizia del preside di una scuola di Rozzano (Milano, 2015), reo di aver vietato la celebrazione del Natale, di aver fatto togliere i crocifissi dalle aule e «umiliato la religione cattolica» annullando il concertino di Natale nell’istituto che dirigeva, per non urtare la sensibilità dei genitori musulmani. 
Sull’onda dell’attentato di Parigi, al Bataclan, anche i maggiori quotidiani si sono buttati sulla notizia falsa, ma verosimile.
Senza timore del ridicolo, Repubblica si lancia sulla fake news e titola: “Rozzano, Natale cancellato a scuola: proteste ai cancelli. Arrivano anche Salvini e Gelmini“. Sottotitolo: “Il segretario della Lega arriva con il presepe e i cd musicali. Mariastella Gelmini canta “Tu scendi dalle stelle”. E i genitori si dividono tra chi sta con il preside e chi lo condanna”. Non è da meno il grande Corriere della Sera: “Niente Natale e presepe a scuola. Rivolta dei genitori. Il preside: «Dopo Parigi evitare provocazioni»“. E non stupisce il piccolo Secolo d’Italia“Non voleva il presepe: il preside di Rozzano (un ex grillino) si dimette.
Tanto clamore per nulla. Bastava telefonare al preside, che ha poi spiegato in una circolare: «mai tolti i crocifissi: non c’erano. Così come il concerto: non era previsto».
Su FQ, Antonello Caporale così ha commentato la vicenda: «nessuno, nei giorni scorsi, si è curato di domandare al preside se i crocifissi li avesse davvero tolti, il concertino annullato, e il Natale svenduto ai fanatici del terrore. Non l’hanno fatto i politici ma nemmeno i giornalisti che anzi hanno propalato (e con qualche compiacimento) il tondo falso di Rozzano. Cosicché ieri il professor Parma ha stilato in un linguaggio freddo ma inappuntabile, la sequela di sfondoni. (…) Il professor Parma, che pare un uomo mite e ragionevole, ha mostrato in un comunicato insieme asettico e perfido la carneficina di verità che si è fatta, il banchetto del falso al quale hanno preso parte tutti».

Quando i giornalisti di prima linea barano con le parole

Tg e direttori di quotidiani spesso barano con le parole e chi non approfondisce resta con idee sbagliate.
Nelle cronache giudiziarie accade spesso che direttori e giornalisti compiacenti facciano passare per assoluzione la mancata esecuzione della condanna per reato prescritto. Nella sentenza è scritto «condanna a … anni»” e subito dopo «reato prescritto», che è cosa diversa dal non aver commesso reato.
Un caso “storico” è quello della sentenza per un importante politico, Giulio Andreotti (1919-2013), di cui tutti ricordano l’assoluzione per il reato di associazione di tipo mafioso, quando invece è stato condannato, ma con reato prescritto (Tribunale di Palermo, sentenza del 2/5/2003).
Succede spesso, e anche la scorsa settimana vari quotidiani di destra riportavano l’assoluzione di un noto parlamentare della loro area, che in realtà aveva beneficiato della prescrizione, non dell’assoluzione:
Il Foglio, 17/3: “Bell’affare la mostrificazione di X. Assolto nel processo P3. Ma intanto è stato fatto fuori da tutto”.
Libero, 17/3: “Tanto caos per nulla, X assolto dalla P3”.
il Giornale, 17/3:  “X assolto dalle accuse sulla P3”.
Spesso l’autore di notizie con trucco nel testo specifica meglio i fatti, ma intanto i titoli fanno il loro effetto. E lo fanno anche su chi non legge i quotidiani, ma si limita ai titoli nelle rassegne stampa televisive.
L’accumulo di una serie di notizie false e falsate su un argomento sociale, economico o politico finiscono per diventare condizionanti per chi fa informazione come per chi legge.

Sei modi per riconoscere le notizie false

Quando non ti fidi delle fonti, anche se sono giornalisti noti, puoi scoprire se una notizia è vera o falsa con queste sei verifiche.

1) VERIFICA L’AUTOREVOLEZZA DELLA FONTE
La stragrande maggioranza delle bufale diffuse dalla rete parte da siti che hanno poco di credibile già nel nome. Spesso si tratta di siti gratuiti ospitati su piattaforme che permettono la creazione di blog a chiunque, quindi molto spesso ci si troverà difronte a domini di secondo o terzo livello.

2) COPIA E INCOLLA IL TITOLO DELLA NOTIZIA SU GOOGLE
Una velocissima ricerca su Google può facilmente rivelare se siamo difronte ad una bufala o meno. Basta copiare il titolo dell’articolo o il cuore della notizia su cui abbiamo dubbi ed incollarlo nella casella di ricerca aggiungendo la parola “Bufala” o “fake”. Nei casi più semplici, questa rapida operazione basta per conoscere la verità, così come può essere già stata smascherata.

3) VERIFICA DELL’IMMAGINE A CORREDO DELL’ARTICOLO
Quasi sempre le notizie inventate sono corredate da foto prese dalla rete che spesso non coincidono con quanto descritto dal titolo. Per verificare se una foto è stata rubata dal web basta posizionare il cursore sull’immagine, cliccare il tasto destro del mouse e selezionare la voce “cerca l’immagine su Google”. I risultati della ricerca possono indicare la provienienza dell’immagine in questione.

4) VERIFICA LA COMPLETEZZA: DOVE, QUANDO, CHI?
Se una notizia è vaga e manca di data, luogo o soggetto, probabilmente è falsa (sicuramente è scritta da un dilettante).

5) VERIFICA I RIFERIMENTI
Chi inventa notizia conta sulla pigrizia nel controllare i dettagli da parte dei professionisti che la rilanciano e del pubblico che la legge. Infatti, molte Bufale contengono riferimenti a nomi, leggi o fantomatici enti che non esistono.

6) FINTO L’ITALIANO PER FINTA NOTIZIA
Spesso notizie clamorose, ma false, sono tradotte in italiano da altre lingue in modo sbrigativo con errori evidenti. Spesso i verbi sono coniugati male, il soggetto delle frasi cambia nel corso delle frasi stesse ed il tutto spesso termina con inviti a condividere velocemente prima che la notizia venga censurata.

Anna Miniato e staff FirstMaster

Nella foto d’apertura: manifestazione della Lega davanti alla scuola di Rozzano.
Sotto: link e documentazione per i più interessati.

 

Sotto: il comunicato del dirigente scolastico di Rozzano

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