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Premio Musella, per il giornalismo d’inchiesta

Al via la prima edizione del Premio Musella, per promuovere il giornalismo d’inchiesta.

Sarà presentata domani la prima edizione del premio “Enzo Musella”, dedicato alla memoria del giornalista campano scomparso lo scorso gennaio. L’evento avverrà alle ore 11.00, presso la sala del Polo Culturale del Comune di Pozzuoli.

La partecipazione al Premio Musella è gratuita e sarà riservata a giornalisti ed aspiranti tali che, alla data del 1° gennaio 2016, non abbiano ancora compiuto il 35° anno di età.

L’intento del Premio Musella è di stimolare giovani ed aspiranti giornalisti impegnati nella divulgazione di notizie su particolari tematiche: sanità, ambiente, soprusi sui più deboli.

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Un pensiero riguardo “Premio Musella, per il giornalismo d’inchiesta

  1. Il saluto di Ferruccio de Bortoli: “Con il tempo, cari lettori, ho imparato che i giornali devono essere scomodi e temuti per poter svolgere un’utile funzione civile. Scomodi anche quando sono moderati ed equilibrati come il Corriere. La verità è che i bravi giornalisti spesso ne sanno di più di coloro che vorrebbero zittirli. In questo Paese, di modesta cultura delle regole, l’informazione è considerata da gran parte della classe dirigente un male necessario. Uno dei tanti segni di arretratezza.
    Piaccia o no, le notizie sono notizie. I fatti sono i fatti, anche quando smentiscono le opinioni di chi scrive. E le inchieste sono un dovere civile, oltre che professionale. Perché le democrazie si nutrono di trasparenza e confronto, di attenzione e rispetto. Dove c’è trasparenza c’è riconoscimento del merito, concorrenza e crescita. Nell’opacità si regredisce. Una società democratica non deperisce solo se ha un’opinione pubblica avvertita e responsabile, alla quale devono essere forniti gli ingredienti utili per scegliere. Non solo nelle urne ma nella vita di ogni giorno. Conoscere per deliberare. L’opinione pubblica, architrave di una democrazia evoluta, è composta da cittadini con spirito critico non da sudditi che se le bevono tutte. E le opinioni vanno rispettate. Tutte.”
    Corriere.it

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