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Giornalismo: dubito, ergo sum

Più un evento di cronaca è importante, più elevato è il rischio che sia falsato, a monte della catena informativa. Come a Parigi.

Scrive Marcello Foa: «La vicenda di Charlie Hebdo presenta ancora oggi numerosi aspetti non chiariti e alcuni sono davvero imbarazzanti per la stampa mondiale. Uno su tutti: quando i leader mondiali si sono ritrovati per capeggiare l’immensa marcia popolare in difesa della libertà di stampa; peccato, però, che i leader non abbiano mai guidato il corteo ma si siano fatti filmare in una strada chiusa al pubblico. Dietro di loro, come vedete nella foto (solo in questa foto, pubblicata in Spagna, ndr), non marciava nessuno. Ma naturalmente né i tg né i giornali lo hanno detto al pubblico, preferendo enfatizzare la verità formale».
Effettivamente nelle centinaia di foto diffuse dalle agenzie (vedi qui) e dai Tg, sembra proprio che i leader aprissero il corteo, invece… 
Comprensibili le misure di sicurezza, e comprensibili gli articoli emozionati scritti al chiuso delle redazioni, da migliaia di giornalisti di ogni nazione e testata.
Cosa dire? Non resta che fare il verso a Foa: giornalista, perché le bevi quasi tutte?
L.S.

Leggi tutto su Giornalista, perché le bevi (quasi) tutte? di Marcello Foa (docente di Comunicazione e Giornalismo), su “Il Cuore del mondo”, blog indipendente ospitato da ilgiornale.it

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