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Giornalismo e social network

I giornali online hanno più successo se sono presenti sui social network, dove però devono lasciare libertà d’interazione al lettore.

Si tratta di un trend ben evidente in Usa, dove il lettore medio è già molto attivo e collaborativo. Stando ad una ricerca del Pew Research Center (organizzazione indipendente, di Washington), il 50% degli utenti social condivide articoli, video o fotonotizie e di questi, il 46% aggiunge i suoi commenti.

Negli Usa, attualmente, i lettori spendono in media 4,36 minuti su un sito di informazione, leggono 24,8 pagine a testa ed effettuano 10,9 visite ciascuno. Tutt’altro stile su Facebook, dove i numeri sono un quarto: un minuto e 41 secondi il tempo dedicato alle notizie, 4,2 pagine lette e 2,9 visite.

Nonostante queste differenze, che ricordano le differenze tra la lettura di un giornale stampato (più continuativa e approfondita) e informazione online (tipo “toccata e fuga”), secondo il New York Times «Facebook in un futuro molto vicino contribuirà al business delle news come fa Amazon per la vendita dei libri».
Opinione condivisa da molti, tra cui Zuckerberg (Facebook), che infatti vuole aumentare il traffico di notizie sul suo social network, ma a ruoli rovesciati, dove non è l’utente che pesca e rilancia, ma Facebook che predispropone una serie di notizie, così come predispone la pubblicità pagata. In pratica, Zuckerberg  ha messo in gioco un algoritmo che agevola il rilancio di notizie, selezionandole con un algoritmo che tiene conto degli interessi di ogni utente(un po’ come accade nei siti di e-commerce per gli utenti registrati).

Così le notizie non sono scelte non a caso dall’utente, ma gli sono proposte in base ad una formula che tiene conto dei gusti e degli interessi.
Come per gli algoritmi di Google, un apposito team di facebook raffina costantemente il codice che stabilisce cosa mostrare all’utente non appena entra su Facebook. Il codice è basato su migliaia di parametri, inclusi il numero di commenti e likes di una notizia e quanto tempo i lettori hanno già speso per la lettura di un articolo.
Tonino Palmieri & staff FirstMaster

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