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Giornalismo giudiziario, attenzione alle citazioni

Le citazioni testuali di atti giudiziari sono a rischio: lo ha sancito la terza sezione civile della Cassazione, in opposizione alla prassi comune nel giornalismo.

La terza sezione civile della Cassazione ha sancito che la pubblicazione dei virgolettati presi da atti giudiziari pubblici è illegittima: «fatta salva la possibilità di pubblicare (per le fonti, ndr) il contenuto di atti non coperti da segreto, non può derogarsi al divieto di pubblicazione (per i giornalisti, ndr), con riproduzione integrale o parziale o estrapolazione di frasi».
Non ammessa neanche la “modica quantità”: perché «quanto al dato quantitativo, non si rinviene nella norma alcuna deroga che consenta la trascrizione di brani di limitata estensione».
Quali sono le implicazioni? Premesso che la Cassazione fa tendenza e non obbligo, la conseguenza è che i giornalisti d’ora in avanti non potranno riportare fedelmente neppure una parola degli atti giudiziari, ma solo riferirne con parole proprie. Ci si chiede: altrettanto fedeli e corrette? E con quali garanzie per i lettori?
S. T.

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Un pensiero riguardo “Giornalismo giudiziario, attenzione alle citazioni

  1. Ok per le cronache giudiziarie, ma il resto del giornalismo sta pure peggio. A proposito di diffamazione a mezzo stampa, nel dibattito parlamentare si parla insistentemente di pesanti sanzioni pecuniarie, fino a 50-60.000 euro!
    Quindi una censura preventiva ad ampio spettro, nonostante che la Cedu (la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo) in più sentenze ha stabilito che le sanzioni devono essere proporzionate alla capacità economica del giornalista querelato.

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