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Integrazione carta-web per Repubblica

Parte l’integrazione carta-web per Repubblica, che da oggi unifica le redazioni del giornale stampato e online.

Giornalismo e web journalism si fondono, come ha voluto il nuovo direttore Mario Calabresi (ex direttore de La Stampa), che ha deciso di unificare le redazioni del giornale in edicola e del sito repubblica.it, iniziando dalle firme online di sport e spettacoli nei rispettivi servizi del quotidiano stampato.
Per i Seo, cioè per ottimizzare i contenuti su motori di ricerca, per i social network e per la convergenza dei differenti sistemi editoriali, viene istituito il desk curation. Restano da definire il restyling del sito per smartphone e il news dispatcher con funzioni trasversali alle singole redazioni.

Nell’intervista di Andrea Secchi, per ItaliaOggi, Calabresi spiega che «prima il mio articolo che andava sul search di Google o su Google News o mi riportava i lettori sul sito oppure io ne avevo soltanto un ritorno di immagine. Oggi gli Instant Articles di Facebook o gli Amp di Google consentono a chi ha prodotto il contenuto di avere i click e così la pubblicità. (…) La pubblicità online paga meno, però il numero di persone che raggiungi sta crescendo in maniera così importante che questo aiuta. Oggi la parte digitale nel budget pubblicitario di un giornale come Repubblica conta per più di un terzo». 
Quanto all’articolazione delle attività editoriali, anche Repubblica farà come alcuni altri quotidiani, realizzando non più solo articoli, ma «sempre più prodotti. Il nostro discorso perciò oggi è semplicemente di ripensare quello che facciamo: meno desk immensi che fanno la carta e maggiormente concentrati a fare più prodotti e quindi sviluppo», come i fascicoli di approfondimento di ItaliaOggi e i libri del Sole24Ore e del Fatto Quotidiano
Infine, Calabresi spiega così il ritardo della nostra editoria: «in Italia i brand di informazione tradizionali stanno mostrando di funzionare anche nel mondo digitale. E quindi lasciano meno spazio a iniziative nuove. E bisogna anche dire che le iniziative nuove che si vedono in America, che possono essere Buzzfeed, Vice, Politico, hanno avuto anche investimenti di capitali e un supporto tecnologico di cui in Italia non si è potuto godere. Secondo me le idee in Italia ci sono state, ma non hanno avuto quel supporto tecnologico necessario».  
C.T. e P.T.

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