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Intervista: il ruolo della fiducia nel giornalismo

«Credo che la fiducia sia una parte essenziale del giornalismo e la chiave del suo futuro, sia in senso professionale che dal punto di vista economico».

Per l’Espresso, Antonio Rossano intervista Mathew Ingram, esperto di comunicazione e firma di riferimento di GigaOm (noto sito di commento su media e giornalismo). Nell’intervista, Ingram sostiene che al centro del giornalismo attuale ci sia il rapporto che i lettori hanno con un giornalista. Un rapporto non più solo virtuale, come un tempo, ma oggi anche reale, tramite i social network.
La relazione “personale” che un lettore sente con il giornalista è progressivamente ciò che indirizza le sue scelte verso una fonte piuttosto che un’altra. E al centro di quel rapporto c’è la fiducia: la fiducia che il giornalista sarà onesto, leale, che risponderà quando interpellato e che farà tutto il possibile per fornire un’informazione accurata e completa.

Per Ingram «oggi è sbagliato dire di avere fiducia in un’intera pubblicazione, anche se si tratta del Guardian o del New York Times: magari è possibile credere, ritenere affidabili alcuni autori e non altri. Quasi sempre la fiducia scaturisce dalla connessione personale che il lettore stabilisce con l’autore. Credo che questa relazione, e la fiducia su cui si basa, sia l’unico ed il principale dei valori reali che le aziende editoriali hanno perso, adesso che non hanno più il controllo sulla costruzione e sulla distribuzione delle notizie.
Questo è il motivo per cui i social media sono così importanti e perché i giornalisti devono seriamente impegnarsi per sviluppare queste relazioni con i lettori e fare in modo che quello che scrivono sia affidabile per il proprio pubblico».
P.T.
Fonte: Mathew Ingram: “Solo il rapporto di fiducia tra giornalista e lettore può salvare i media

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