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Lavoro: come entrare nel mondo dell’informazione

Molti giovani sono affascinati dal mondo dell’informazione e chiedono come inserirsi. Ecco alcune risposte.

Il primo punto da considerare è che le imprese editoriali sono imprese private. Possono essere condizionate in tanti modi, ma non seguono le norme del settore pubblico: non si entra per concorso e per titoli.
Questo significa che contano le proprie referenze, cioè gli articoli pubblicati, sia per le prime fasi di selezione che per il superamento del periodo di prova.
Se nel periodo di prova si dimostrano anche i requisiti caratteriali indispensabili (serietà, determinazione, curiosità ecc.), allora ci sono delle possibilità. Ma se il proponente non sa scrivere da professionista e/o non ha il necessario profilo caratteriale, allora non c’è doppia laurea, doppio master e iscrizione all’Odg (Ordine dei Giornalisti), che diano una possibilità di inserimento.
Il settore dell’informazione è pieno di raccomandati, ma per la maggioranza degli addetti conta la capacità di fare bene il proprio lavoro, perché le imprese private non possono fare diversamente.

Il ruolo della formazione

La buona formazione è determinante per il primo impiego e per la carriera, ma solo se ha fornito vere abilità operative, con capacità critiche e autocritiche. In ogni caso, la formazione è solo una premessa e non una garanzia. Non è una garanzia perché le migliori competenze possono essere vanificate da comportamenti non compatibili con la funzionalità di una redazione.
Il ruolo della buona formazione è quello di far passare dalla scrittura spontanea alla scrittura consapevole, dando al principiante in poco tempo un bagaglio tecnico che da solo non svilupperebbe mai, probabilmente. A questo proposito, per conquistare un ruolo professionale, vale più il saper fare benissimo poche cose, piuttosto che un po’ di tutto, senza qualità.

Il ruolo dell’Odg

L’iscrizione all’Ordine nei giornali è richiesta dalle testate d’informazione italiane (solo italiane), nel caso di occupazione a tempo pieno. Non occorre se non è un’occupazione a tempo pieno, sia per una questione di buon senso, sia perché la possibilità di fare informazione e critica è un diritto tutelato dalla Costituzione.
Per capire il ruolo dell’Odg occorre considerare che tutti gli Albi professionali sono un prerequisito, non una garanzia di assunzione. A molti sembrerà un’affermazione banale, ma per i giovanissimi non lo è. Non sanno ancora che tutti gli Ordini professionali non servono a dare lavoro agli iscritti, non sono neanche lontanamente un ufficio di collocamento. Piuttosto è vero il contrario, possono eliminare dal mercato del lavoro chi si è macchiato di una colpa grave.
Gli Ordini professionali sono nati per garantire la correttezza dei loro iscritti verso la collettività. Medici, ingegneri, geometri, notai ecc. possono essere eliminati dall’esercizio dell’attività professionale se commettono colpe gravi, con la semplice cancellazione dal loro Ordine professionale.

Il ruolo delle referenze

Come avviene allora l’ingresso nel mondo dell’informazione? Basta una parola: referenze. Dove referenze significa tanti buoni articoli, pubblicati su testate sempre più importanti. Meglio se su pochi argomenti e non su tutto ciò che capita.
Sono gli articoli, le interviste, i servizi che devono dimostrare sia lo spessore della propria preparazione, sia il valore pratico di attestati e titoli più o meno accademici (se ci sono). 
Una lunga serie di link sul proprio curriculum (con accesso alla propria pagina online), sono la via principale per entrare nel settore. Meglio ancora se con qualche extra, come uno scoop o un ebook in tema.
Iniziare oggi è più facile che mai, per quattro buoni motivi.
Il primo è che ci sono centinaia di siti d’informazione su ogni argomento, mai come oggi.
Il secondo è che si collabora a distanza, da Bari a Torino, come da Catania a New York.
Il terzo è che ci sono centinaia di siti d’informazione aperti ai non professionisti, anche in Italia.
Il quarto è che on line non c’è più la barriera della paginazione, che costringeva a selezionare argomenti, notizie e autori.

Per concludere: la concorrenza è tanta, ma anche le opportunità sono tante, tantissime.

Da “Guida alla pubblicazione giornalistica” di Claudio Torrella. 
Anticipazione dalla seconda edizione. Ed. FirstMaster (Isbn 978-88-98618-00-2). 

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