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Nuovi spazi per le buone notizie?

La gente è stanca di essere bombardata da notizie di crimini e disastri, e non vede l’ora di rifugiarsi in una nicchia rassicurante di notizie positive.

Della possibilità di diffondere forme più positive di notizie si discute in varie sedi: dalla Ted Conference, una specie di forum di Davos della cultura digitale trasferito dalle nevi svizzere al sole della California, alla rivista della scuola di giornalismo della Columbia University.

Intanto, l’idea attraversa molti big dei media. Gente come Jeff Bezos (Amazon) che, acquistando un anno e mezzo fa il Washington Post ha chiesto spazio per le good news, che, però sono riservate agli abbonati con una newsletter solo di good news. 
Da un paio d’anni un canale delle buone notizie l’ha introdotto anche Arianna Huffington sul suo Huffington Post. 
L’esperimento forse più interessante è probabilmente quello di Upworthy: un sito web che cerca di diffondere e far diventare virali notizie positive significative, meglio se con un forte impatto visuale. Un’idea premiata dal pubblico, con un grande successo.

Voci contrarie? Negli Usa il buonismo è guardato con molta diffidenza dalla maggior parte dei professionisti dei media, che ci vedono un tentativo di dirottare l’interesse del pubblico dalla vera informazione che è quella di denuncia.
L.B.
Leggi tutto su: Gli USA e le good news «Solo se sono serie».

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2 pensieri riguardo “Nuovi spazi per le buone notizie?

  1. Le ragioni per cui i giornali non danno spazio alle buone notizie l’ha spiegata bene Montanelli, sul Corriere.
    La tesi di Montanelli in sintesi è che una notizia è, per definizione, un evento insolito: drammatico o assurdo, significativo o gravido di conseguenze.
    Prendiamo un argomento qualunque: la scuola. Un professore non dovrebbe costituire una notizia, se si presenta regolarmente in classe; se fugge a Las Vegas con la bidella, lo diventa. Se le pagine milanesi del Corriere talvolta ignorano la scuola, vuol dire che quel giorno il provveditorato non si è fatto venire strane idee, i professori hanno compiuto il proprio dovere, le bidelle pure, ecc.
    Se a Busto Arsizio svaligiano nottetempo un negozio, il giorno dopo di cosa parlate? Del negozio che è stato svaligiato, o dei dieci dove non è accaduto niente?
    I concetti di drammatico, assurdo, significativo, gravido di conseguenze, cambiano a seconda del luogo e delle circostanze: in Italia, un governo che entra nel quinto anno è una notizia straordinaria, ma a Londra, è una banalità.
    In una società libera, il compito dei media è informare, denunciare, stimolare, far riflettere, occasionalmente divertire. Certo, spesso si esagera, per tanti motivi.

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