Giornali e scandali: la calda estate dei Murdoch

di - 26 agosto 2011
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Scandali, processi, arresti e collasso finanziario: questo è successo all’improvviso ai Murdoch quest’estate, da quando è esploso lo scandalo senza precedenti che sta facendo tremare la famiglia e l’impero mediatico dei Murdoch.

Ai danni finanziari, con il crollo dei titolo News Corp in Borsa, a quelli commerciali, come la rinuncia al controllo dell’importante pay-tv BSkyB, si aggiunge la guerra tra i figli, con James Murdoch (il preferito) che deve farsi da parte e la rivincita della sorella Elisabeth, quella che ha detto «James e Rebekah Brooks hanno fottuto News Corp». 
La Brooks è indicata da tutti come quella che ha beneficiato dei facili successi procurati da intercettazioni e corruzione, utilizzata per fare rapidamente carriera fino ai massimi livelli. 

Rebekah Brooks inizia la carriera come segretaria al News of the World ma ottiene presto la possibilità di pubblicare articoli. Così inizia la scalata alla redazione. Nel 2000 Murdoch la promuove: ha solo 32 anni ed è il direttore più giovane della storia dei tabloid britannici. 
Sotto la direzione di Rebekah Brooks, gli scoop di News of the World fanno scoop su scoop. Quando non toccano argomenti forti, come la podofilia, toccano personaggi ai quali il pubblico è morbosamente attento: la famiglia reale, i politici e i vip. Nell’alta società inglese nessuno si sente al sicuro da rivelazioni a base di sesso, soldi, tradimenti o droga. Per i Murdoch, questo si traduce in soldi e potere. 

Murdoch: soldi, bugie e corruzione

Il primo avviso della crisi è del 2007, quando sono emerse attività di tipo spionistico sulla famiglia reale inglese, commissionate ad investigatori privati. Ma i Murdoch (padre e figlio) le hanno rapidamente archiviate come “eccessi personali”, e tutto è continuato come prima.
Stessa linea difensiva lo scorso luglio, quando lo scandalo è scoppiato più forte, rivoltando contro i Murdoch il pubblico, la politica e i giornali concorrenti, con serie conseguenze, anche finanziarie. 

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Londra – La polizia inglese perquisisce le redazione della News Corp

Lo scorso 19 luglio James e Rupert Murdoch si erano trincerati dietro ”un’indagine interna al gruppo” che avrebbe dovuto punire i pochi responsabili e fare pulizia di tutte le accuse di avere commissionato attività di spionaggio illegale verso attori, sportivi e persino verso lo staff e i membri della famiglia reale. Tutto inutile: una lettera dimostra che lo spionaggio era prassi largamente decisa (e retribuita) nelle riunioni di redazione, già nel 2007, per procurarsi scoop, aumentare le vendite e per essere temuti da chi conta: politici, finanzieri, concorrenti.

Lo scandalo Murdoch tocca anche il primo ministro inglese, David Cameron, il cui portavoce, Andy Coulson, è stato arrestato assieme ad altri dirigenti di News International.
Intanto, la Commissione parlamentare ha fatto sapere anche che «molto probabilmente» convocherà James Murdoch in settembre per interrogarlo di nuovo, dato che due ex dirigenti di News International hanno contraddetto quanto sostenuto in Parlamento da James Murdoch, e cioè di non essere stato a conoscenza dei metodi illegali utilizzati alla News Corp.

Murdoch, un impero mediatico in crisi

La News Corp della famiglia Murdoch comprende oltre 100 tra giornali e riviste, oltre 100 piattaforme televisive satellitari (come l’italiana Sky) e via cavo, quasi 20 reti televisive e alcune stazioni radio, 2 case editrici, ed ingenti investimenti in produzioni musicali e cinematografiche (come 20th Century Fox).
Un impero dalla Nuova Zelanda agli Stati Uniti, e che con questi eventi rischia l’inizio del declino. Non solo per la caduta di immagine presso i lettori, ma anche per il dissolversi di appoggi e connivenze.
Ha pagato caro Scotland Yard, fino a ieri vista come un’istituzione rispettabile e rassicurante: dieci dei quaranta portavoce della centrale di polizia provenivano da News International, e su diversi funzionari grava il sospetto di aver venduto ai tabloid informazioni riservatissime, non solo sui Vip. Per questo motivo due capi di Scotland Yard, il questore Stephenson e il suo vice Yates, hanno dovuto rassegnare le dimissioni.
 

E’ uno stop al giornalismo scandalistico?

Lo scandalo Murdoch avrà sicuramente un effetto sul giornalismo “giallo”, che sarebbe il giornalismo investigativo-scandalistico. Praticamente un genere, in Inghilterra.
Il giornalismo “giallo” ne esce molto male, principalmente perché perde il consenso dei lettori, che fin ora hanno gustato scandali e rivelazioni come forma di indiscrezioni a danno di chi è potente, famoso o ricco (più qualche sfortunata persona qualunque). Ora tutti sanno che quegli scoop avevano come solo fine vendite e carriera, con un cinismo più scandaloso degli scandali che voleva raccontare.

Rossella Scanzani & staff

Link di approfondimento:
– Lo scandalo Murdoch-Rebekah serve alla censura
– Giornalismo, la bizzarra storia tra Murdoch e Rebekah Brook
– Times: “il giornalismo di qualità paga”

(Keyword “Murdoch”: 3,32%)

 

 

 

 

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- Redazione

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7 Comments

  1. GG73

    26 agosto 2011 at 08:50

    “Senza il sostegno dei media di Rupert Murdoch le elezioni, in Gran Bretagna, non le vincono né i conservatori né i laburisti.”

  2. Giorgio Russo

    26 agosto 2011 at 09:03

    Questi tre sembrano usciti dal famoso film western di Sergio Leone: “Il bello, il brutto e il cattivo”.
    La bella: Brooks
    Il brutto: Murdoch padre
    Il cattivo: Murdoch figlio

  3. MoM

    26 agosto 2011 at 09:18

    LA COLPA DI MURDOCH È DI AVER ABBATTUTO UN MITO DEL GIORNALISMO E AVER
    DATO LA PRECEDENZA ALLE LOGICHE DI POTERE

  4. Giorgio Russo

    26 agosto 2011 at 09:26

    Per l’Economist Murdoch è un “Riccardo III imbevuto delle teorie di Machiavelli”.

  5. Think Pink

    26 agosto 2011 at 09:47

    Come riporta un articolo di McDonald e Peers su The Wall Street Journal (di proprietà di News Corp, quindi di Murdoch), quello tra il magnate australiano, la gente e il mondo politico britannico è sempre stato un rapporto controverso, a metà tra l’ammirazione e la condanna. Ciò che più si rimprovera a Murdoch è lo stretto intreccio che è riuscito a creare tra informazione e politica. La News Corp controllava il 40% della carta stampata e, attraverso il British Sky Broadcasting Group PLC, il 6% dei notiziari televisivi. “ I suoi giornali sono usati per intimidire i leader politici – ha detto Chris Bryant, laburista – Murdoch ha un potere enorme sul mondo politico britannico, non avremmo mai dovuto permetterglielo”.

  6. Monica81

    26 agosto 2011 at 10:03

    Nell’audizione Rupert Murdoch ha difeso Rebekah Brooks così: “Mi fidavo di Rebekah, mi fido. Ecco perché non ho accettato le sue dimissioni la prima volta che le ha presentate”. Il numero uno di News Corp ha aggiunto di averle accolte la seconda volta perché “era estremamente angosciata”. Alla domanda se si fosse pentito di aver chiuso il domenicale News of the World per “salvare la testa” di Rebekah ha risposto che le due decisioni “non erano in alcun modo collegate”.
    tg24.sky.it – News Corp

  7. Pingback: Un’inchiesta del Guardian accusa Murdoch e il suo Wall Street Journal | Comunicazione

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